11 Marzo 2021

>>>ANSA/A.Mittal, attesa Consiglio Stato su blocco altoforni

Decisione forse domani. Mittal preme su ingresso Invitalia
TARANTO
di Giacomo Rizzo (ANSA) – TARANTO, 11 MAR – C’è attesa per la decisione del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva presentata da ArcelorMittal e Ilva in As contro la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto. La decisione dei giudici della Quarta sezione (presidente Greco, relatore Conforti) potrebbe arrivare domani. Da più parti si ipotizza l’accoglimento del ricorso in attesa dell’udienza di merito del 13 maggio prossimo. Se così fosse (in caso contrario scatterebbe il conto alla rovescia per la chiusura) sarebbero congelati gli effetti della sentenza del Tar di Lecce che, il 13 febbraio scorso, aveva imposto ai ricorrenti di dar seguito all’ordinanza sulle emissioni del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e di procedere entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento, ovvero entro il 14 aprile, alla fermata degli impianti a causa delle problematiche ambientali e del rischio sanitario. L’ordinanza del sindaco, emessa il 27 febbraio del 2020, fu sospesa dopo i ricorsi di ArcelorMittal e Ilva in As, chiamate dal Tar a fornire entro il successivo 7 ottobre documentazione che poi non è stata ritenuta sufficiente dal giudice amministrativo a dimostrare che le criticità erano state rimosse. Il provvedimento di Melucci, i cui termini erano ripartiti all’indomani della sentenza del Tar di Lecce, imponeva ad ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria di individuare e risolvere entro 30 giorni le criticità delle emissioni e, in difetto di adempimento, di procedere entro i successivi 30 giorni alla fermata degli impianti dell’area a caldo. La richiesta di sospensiva è all’attenzione del Consiglio di Stato in composizione collegiale. In precedenza il presidente Luigi Marruoti aveva respinto l’istanza di decreto cautelare monocratico. Il Codacons, intervenuto in giudizio a sostegno del Comune di Taranto, ha chiesto di confermare l’ordinanza del sindaco e rigettare il ricorso dell’azienda, ritenendo “inammissibile la richiesta di sospensiva in considerazione del fatto che ArcelorMittal aveva la possibilità di chiedere una proroga per procedere in totale sicurezza allo spegnimento del camino E312”. Nella discussione, riferisce l’associazione dei consumatori, “sono emersi 8 interventi dei legali di enti e aziende legate all’acciaieria, tutte a favore della continuazione della produzione. I nostri legali hanno evidenziato il danno gravissimo alla salute delle persone derivante da un eventuale accoglimento del ricorso, sottolineando come il diritto a fare impresa non può avvenire mai sulla pelle, sulla salute e sulla vita delle persone”. Intanto, ArcelorMittal preme sull’ingresso di Invitalia dopo l’accordo sulla nuova compagine societaria. I franco-indiani, secondo quanto riportato da Repubblica, hanno deciso di mettere in mora il governo dopo che la stessa società del Tesoro non ha versato il primo aumento di capitale di 400 milioni di euro per affiancare Mittal con una quota del 50%. L’accordo prevede a maggio del 2022 un’altra ricapitalizzazione che consegnerà a Invitalia complessivamente il 60%. ArcelorMittal chiederà comunque gli interessi che matureranno fino a quando non sarà versata la somma pattuita. (ANSA).

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