20 Marzo 2020

Annunciate denunce al riguardo dal Codacons in tutte le 104 Procure d’ Italia

Le tantissime violazioni che in questi giorni si stanno riscon-trando su tutto il territorio na-zionale al divieto di sposta-menti, imposto dal Dpcm dello scorso 9 marzo come misura di contenimento del coronavirus, ha indotto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Anto-nio Decaro, a chiedere al Gov-erno, “a nome di tutti gli 8.000 sindaci italiani, l’inasprimen-to delle sanzioni per chi viola idecreti”.Infatti, ha afferma-to inoltre il primo cittadino di Bari, “é vero che l’articolo 650 prevede un reato penale” per la violazione del mancato rispetto di detto divieto, “ma – ha aggi-unto Decaro – abbiamo chies-to una sanzione amministrati-va, rigida, immediata e ampia, la cosiddetta multa, nei con-fronti delle persone che escono senza motivo e senza poter di-mostrare dove stanno andan-do” però “vorremmo una multa salata e immediata, in modo da creare un effetto deterrente” ancora più efficace. Nella gior-nata di oggi (ndr – ieri – per chi legge venerdì) il Primo cit-tadino barese ha partecipato in videoconferenza a una cabi-na di regia con i Presidenti del-le Regioni, i rappresentanti del Governo e le Autorità sanitarie nazionali, per stabilire le altre misure urgenti da chiedere al Governo nella lotta al Covid-19. Infatti, un altro provvedimen-to ancor più restrittivo richies-to in queste ore al Governo da sindaci e presidenti di Regioni riguarda possibilità dei cittadi-ni a poter svolgere attività fisi-ca all’aperto, tanto che Decaro ha specificato di ritenere nec-essaria una stretta in merito, perché anche a Bari, come in molte altre realtà italiane, con-tinuano ad essere numerose le persone che con la scusa di an-dare a correre si intrattengo-no sul lungomare o nei pressi delle spiagge o dei parchi. “Sul tema della corsa – ha reso noto il sindaco e presidente barese dell’Anci – il Governo sta facen-do delle valutazioni, insieme alle Regioni, per capire se con-tinuare a lasciare liberi tutti di correre a qualunque ora, e fare lunghe passeggiate, o se re-stringere orari e raggio d’azi-one rispetto alle abitazioni”. “Stare a casa è una sofferen-za – ha aggiunto Decaro – ma è l’unico modo scientificamente dimostrato di cercare di argin-are il contagio”. Invece, sulle trasgressioni del divieto a cir-colare per strada senza un va-lido ed urgente motivo, il Coda-cons ha presenta un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, per cui anche a quelle competenti per la Pug-lia, in cui si chiede agli in-quirenti di indagare i respons-abili per il reato di concorso in epidemia. Infatti, in una nota il presidente pugliese del Coda-cons, Carlo Rienzi , ha spiega-to: “Chiediamo alla magistra-tura di attivarsi anche in Pug-lia contro chi mette a rischio la salute pubblica e vanifica gli sforzi di quanti, in questi gior-ni, stanno facendo sacrifici per rimanere a casa, chiudendo ne-gozi e attività”, perché “in tut-ta Italia si ha notizia di assem-bramenti ingiustificati nei par-chi, sulle panchine, su litorali e spiagge e in altri luoghi pubbli-ci, e di cittadini che continuano a uscire di casa senza averne alcuna necessità”. Costoro – secondo la nota Associazione per i diritti dei consumatori rappresentata da Rienzi – van-no identificati e verso di loro le Procure dovranno agire per il reato di concorso in epidemia. “Anche chi fa jogging, in assen-za di preciso certificato medi-co che prescriva attività sport-iva all’aperto, – per Rienzi – in-corre nello stesso reato”. Ed all’uopo il presidente del Coda-cons-Puglia nella stessa nota ha in fine evidenziato che l’art. 438 del Codice penale stabi-lisce che “Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffu-sione di germi patogeni è puni-to con l’ergastolo”. Quindi, per Rienzi, se nei Comuni della regione dove si verifica il maggior nume-ro di violazioni ai divieti si dovesse registrare un incre-mento dei morti da coronavi-rus, i trasgressori potrebbero rispondere di concorso in omi-cidio colposo. E “chi in questo momento delicato trasgredisce le norme – ha concluso Rienzi – è un pericolo per la collettivi-tà”, perché “alimenta la diffusi-one del contagio e vanifica del tutto gli sforzi del Paese, e per questo motivo va punito con la massima severità”. Di certo il particolare e non facile mo-mento che sta vivendo la nos-tra comunità nazionale a cau-sa della pandemia in atto da Coronavirus richiede misure altrettanto particolari ed effi-caci per contrastare il diffond-ersi anche colposo del visus. E considerato che sono ancora in molti anche nella nostra regi-one a non aver capito i perico-li ed i seri rischi che le violazi-oni delle misure restrittive im-poste potrebbero comportare non soltanto per i trasgressori, ma soprattutto per la salute e l’incolumità di tutti quanti gli altri essere umani, allora è si-curamente il caso che si appli-chino – come recita un antico e noto detto – “ad estremi mali, estremi rimedi”.

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