3 Gennaio 2013

Anno nuovo, tassa nuova Ma il salasso sui rifiuti arriverà dopo le elezioni

Anno nuovo, tassa nuova Ma il salasso sui rifiuti arriverà dopo le elezioni

? MILANO ? ANNO NUOVO tassa nuova. Nel 2013, tra le altre, arriverà la Tares, a sostituire l’ attuale Tarsu comunale sui rifiuti e non solo. Doveva scattare in gennaio ma a dicembre un subemendamento allo stesso maxiemendamento (al Ddl stabilità) che fa entrare in vigore la nuova imposta ha fatto slittare ad aprile il pagamento della prima rata, «ferma restando la facoltà per il Comune di posticipare ulteriormente tale termine». E alle amministazioni locali lascia anche libertà di modulare la scadenza e il numero delle rate, fermo restando il miliardo di euro complessivo l’ anno che lo Stato ha preventivato e dunque tagliato ai Comuni. La Tares dovrà finanziare integralmente il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, come già avviene dove si applica la Tia, Tariffa d’ igiene ambientale che sarà pure assorbita; e si annuncia un salasso in quei Comuni che non l’ avevano mai introdotta. Di questo 84% fa parte Milano dove, però, l’ impatto sarà attutito dal fatto che proprio la scorsa estate Palazzo Marino aveva aggiornato i coefficienti della Tarsu (che erano fermi dal 2001), con aumenti medi del 23,5%. E dal Comune, che proprio con la Tarsu ha anticipato l’ addio ad Equitalia debuttando come riscossore diretto, fanno sapere che al 12 dicembre l’ incasso ammontava a 256 milioni di euro, contro i 203 dell’ anno precedente. Ma sul costo da coprire circola la cifra di 271,4 milioni (anche se il bilancio di previsione 2012 parla di 283 milioni come «contratto Amsa per raccolta e smaltimento rifiuti»). E non è finita qui, perché nella Tares dovranno rientrare anche i tributi per finanziare «servizi indivisibili» come illuminazione e manutenzione delle strade, attraverso una maggiorazione di 30 centesimi al metro quadrato che i Comuni potranno elevare fino a 40. Così, nei prossimi mesi, oltre al calcolo delle tariffe affidato ai tecnici, Palazzo Marino sarà chiamato a decisioni politiche, ad esempio modulare quali servizi rientreranno nell’ imposta. I difensori della Tares sottolineano l’ aumento delle categorie per definire i coefficienti che avvicinano la tassa ai rifiuti effettivamente prodotti, da dieci (a Milano) a più di 30. E certo «molto dipende da come sarà calibrata dal Comune», osserva Mauro Antonelli, del Codacons, che tuttavia aggiunge: «Si tratta comunque di una spesa obbligata, di quelle i cui aumenti hanno più pesato negli ultimi dieci anni sulle famiglie che ormai sono allo stremo, come dimostra l’ andamento dei consumi. Per questo avevamo chiesto al governo di bloccare questi scatti almeno fino a giugno 2013». Invece la Tares è stata solo rinviata: a dopo le elezioni. Giulia Bonezzi.

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