24 Gennaio 2003

Ania: «Non pagheremo i rimborsi della Rc auto»



Non c?è spazio per nessuna trattativa con le associazioni dei consumatori sulla questione dei rimborsi Rc Auto. Un?intesa? Neanche per idea: «Sarebbe ingiusto prelevare anche un solo euro dai bilanci», ha detto senza mezzi termini il presidente dell?Ania, Fabio Cerchiai, in un?audizione al Senato. Quindi la via sarà solo quella giudiziale, fino al massimo grado della Cassazione, ma «il danno – avverte Cerchiai – dovrà essere dimostrato davanti ai giudici caso per caso». Le associazioni dei consumatori replicano: «Le compagnie fanno fatica a digerire la sconfitta ma sono anche loro assoggettate alle leggi ordinarie». Nessun compromesso dunque, nessun possibile accordo e soprattutto, per il momento, nessun incontro tra l?Ania e le associazioni, in “guerr a“ sulla questione dei rimborsi legati alla vicenda Rc Auto. Secondo i consumatori la multa dell?Antitrust, confermata da Tar e Consiglio di Stato, e la recente sentenza della Cassazione che affida ai giudici di pace la questione, aprono la strada a 18 milioni di possibili richieste di risarcimento. Di qui la proposta di mettersi d?accordo; ma per l?Ania «non ci sono transazioni possibili». Le società sono convinte del fatto loro: «Non ci sentiamo messi all?angolo – ha detto Cerchiai parlando ai senatori -. Per noi non c?è il presupposto del danno e su questo non c?è dialogo. Sarebbe ingiusto prelevare a questo titolo anche un solo euro dai bilanci». La transazione, spiega parlando a nome delle compagnie, «è possibile solo se c?è il diritto, non è invece percorribile il dialogo del “vogliamo 200 euro, datecene 50“». La difesa è a trecentosessanta gradi: «Non c?è stato “cartello“, i prezzi estremamente differenziati lo dimostrano, e lo scambio di informazioni ritenuto illecito – rileva Cerchiai – non implica automaticamente un danno che deve essere valutato nel concreto dal giudice competente nella sua sussistenza e nella sua dimensione». Non piace alle associazioni dei consumatori questo «no» secco delle compagnie. «L?Ania e le Generali, che hanno sempre vinto tutto nel Paese, fanno fatica – commenta Elio Lannutti dell?Adusbef, che parla a nome di tutte le associazioni riunite nell?Intesa dei Consumatori, Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori – a digerire la sconfitta, ma sono anche loro assoggettate alle leggi ordinarie vigenti nel Paese e non possono invocare un ordinamento speciale».

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