11 Maggio 2012

Anfiteatro negato ai turisti, niente visite alle gallerie

Anfiteatro negato ai turisti, niente visite alle gallerie

LECCE – Anfiteatro off limits per i turisti. Dallo scorso settembre le visite guidate all’ interno del monumento tra i più rappresentativi della città sono state stoppate dall’ Ufficio cultura del Comune con estremo rammarico per i tanti visitatori che vorrebbero accostarsi alle pietre antiche, toccarle, vivere un’ esperienza piena e appagante che viene loro negata da quasi un anno. La Cooperativa leccese Theutra, incaricata di gestire i tour nel cuore dell’ antica cavea e fin dentro uno dei due ambulacri in cui sono depositati vari reperti antichi, fa sapere che Palazzo Carafa da mesi ha fatto bruscamente scattare il semaforo rosso, impedendo l’ accesso al prezioso manufatto dell’ età augustea I motivi Motivo? In realtà pare che vere e proprie ragioni ostative non ve ne siano, malgrado l’ anfiteatro da tempo sia oggetto di interventi manutentivi finanziati con 150mila euro attraverso un accordo di programma quadro che il Comune ha stipulato a suo tempo con il ministero per i Beni culturali. Lavori affidati il 22 settembre 2011 con un appalto da 75.946 euro all’ impresa «Cogeco Srl» di Monteroni che ha offerto un ribasso del 29,93 sulla quota a base d’ asta. L’ architetta Patrizia Erroi, dell’ Ufficio centro storico, spiega che «le opere in atto non costituiscono un impedimento per le visite, perché, comunque, si potrebbe pensare a dei percorsi alternativi per evitare che i turisti vengano in contatto con le maestranze». Segnali diametralmente opposti giungono, però, dall’ Ufficio Cultura del Comune. «Non ci possiamo prendere la responsabilità di consentire le visite guidate senza il consenso dei Lavori pubblici», ribatte la dottoressa Simona Kotlar. Malaburocrazia? Corto circuito tra uffici della stessa pubblica amministrazione che si parlano ma non s’ intendono? Sta di fato che alla Theutra aspettano segnali da Palazzo Carafa per poter ricollocare l’ anfiteatro romano nella rete dei monumenti aperti al pubblico e colmare così un buco che, ovviamente, è anche economico, considerato che la cooperativa deve, gioco forza, rinunciare agli introiti garantiti fino allo scorso settembre dalle tariffe di un euro a cranio per i gruppi e di due euro per gli ingressi singoli. L’ accusa «E’ inammissibile che un pezzo importante del nostro patrimonio monumentale resti chiuso. Succede sì per l’ anfiteatro, ma a guardar bene anche il teatro romano non è pienamente fruibile in quanto chiuso dalle cancellate», osserva con una punta polemica la coordinatrice del Codacons leccese, Luisa Carpentieri. Ma c’ è anche un’ altra amara verità. «A dirla tutta la Regione finora non ci ha dato neppure un centesimo dei 150mila euro necessari per pagare i lavori all’ anfiteatro, malgrado si tratti di fondi statali che, tuttavia, transitano attraverso l’ ente barese», svela l’ architetta Patrizia Erroi. L’ anfiteatro romano e il teatro romano sono stati concessi in uso al Comune di Lecce per nove anni in seguito alla convenzione sottoscritta il 9 settembre 2005 dall’ allora sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i beni archeologici. «La nostra fu un’ iniziativa molto bella – ricorda l’ ex sindaca – che credo debba essere al più presto essere ripristinata. Riuscimmo ad ottenere l’ affidamento dell’ anfiteatro e del teatro romano garantendone la manutenzione. Su quello che è accaduto dopo non saprei cosa dire». Antonio Della Rocca RIPRODUZIONE RISERVATA.

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