“Andrebbero gestiti solo dai Prefetti”
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fonte:
- Messaggero Veneto
Il Codacons considera l’iniziativa del ministro Maroni «insufficiente per dare uno stop all’autovelox selvaggio, per non dire ripetitiva». «È un bene – si legge nella nota – che a gestire questi dispositivi siano soltanto le forze dell’ordine, escludendo l’appalto a società private. Ma non basta. In primo luogo perchè questa disposizione è già di fatto contenuta nell’articolo 345 del regolamento del codice della strada che stabilisce che "per l’accertamento delle violazioni ai limiti di velocità, le apparecchiature devono essere gestite direttamente dagli organi di polizia stradale e devono essere nella disponibilità degli stessi". In secondo luogo perchè la vera novità sarebbe se a gestire queste apparecchiature, sia autovelox che semavelox, fossero solo i Prefetti e la Polizia stradale e non anche i vigili urbani, costretti dai sindaci a far cassa. Anche rispetto agli agguati da parte di pattuglie nascoste per rilevare la velocità il ministro ha fatto bene a ribadire che la loro posizione deve essere segnalata da apposite indicazioni. Il Codacons ricorda però che già il regolamento dell’articolo 43 del codice della strada obbliga gli agenti di polizia stradale quando operano sulla strada ad essere visibili a distanza e numerose disposizioni stabiliscono che le postazioni di controllo devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, («le postazioni mobili di controllo dovranno essere segnalate ricorrendo ai dispositivi luminosi presenti sui veicoli di servizio che dovranno essere posizionati ad almeno 400 metri dal punto in cui è collocato l’apparecchio di rilevamento della velocità e che, anche con un messaggio variabile, dovranno recare le seguenti iscrizioni: controllo di velocita» ovvero rilevamento di velocita»). Il primo problema, quindi, è far rispettare il codice della strada già esistente, spesso violato proprio da chi dovrebbe farlo applicare, come sindaci e vigili urbani. Rispetto alle regole da cambiare, invece, il Codacons evidenzia come l’obbligo di indicare la presenza dell’autovelox sia del tutto vanificata dal fatto che non c’è Comune italiano che non abbia un cartello con scritto controllo della velocità anche se non hanno mai visto un autovelox in vita loro. Milioni di indicazioni equivalgono a nessuna indicazione». Queste le richieste del Codacons al ministro Maroni «se davvero vuole aumentare la sicurezza»: rimozione di tutti i cartelli che indicano la presenza di un autovelox, quando questo non è effettivamente presente e attivo; ordinare a tutti i Prefetti la rimozione immediata di tutte le strumentazioni illegali presenti sul territorio di loro competenza, dagli autovelox non segnalati ai semavelox collegati con la velocità dei veicoli, dagli autovelox che non scattano la prima foto con il veicolo collocato prima della linea d’arresto a quelli che hanno una durata del giallo troppo breve; possibilità di installare semavelox solo previa autorizzazione del Prefetto, togliendo la illegale disparità tra postazione fissa di autovelox e semavelox; modificare l’articolo 41 del Codice della Strada ed il suo regolamento attuativo, stabilendo che il giallo duri minimo 4 secondi, 5 secondi nel caso sia presente il semavelox. Tutti i proventi delle multe devono essere destinati al potenziamento e miglioramento della segnaletica e all’educazione stradale, e non il 50% come attualmente previsto, o per finalità strane come le assunzioni stagionali».
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