23 Luglio 2013

Andrea, il dolore del padre: “Non potevo fermarlo”

Andrea, il dolore del padre: “Non potevo fermarlo”

 

DAL NOSTRO INVIATOLAGUNA SECA«Business. Il circo delle moto va in cerca di altri mercati, e scende a compromessi. Ma a pagare poi sono i piloti. Il circuito di Mosca non ha l’ asfalto drenante, perché altrimenti la pista non reggerebbe il gelo invernale. Però domenica hanno corso sotto il diluvio. Criminali ». Carlo Pernat, che è stato manager del Sic, e di Biaggi, Capirossi, Valentino, ha le idee chiare sulla morte di Andrea Antonelli: «Ci sono precise responsabilità. Se l’ asfalto non drena, quando piove si alzano dei muri d’ acqua. Lo ha detto anche Melandri, che era impossibile correre ». Sotto accusa c’ è chi ha gestito la gara, oltre all’ impianto moscovita, inaugurato lo scorso anno e costato 120 milioni di euro, progettato da Hermann Tilke – l’ architetto tedesco che ha firmato i più importanti circuiti del mondo – e costruito da un oligarca russo, Alexander Yakhinch, sposato con una ex pilota di moto, Nadia. «Negli ultimi vent’ anni ho visto grandi progressi in termini di sicurezza: air-fence, vie di fuga. Ma se per inseguire altro denaro si rinnega tutto, è finita. I piloti vogliono solo andare più veloce, se ne fregano del rischio di morire. Ma Andrea non doveva finire così». Oggi a Mosca è stata effettuata l’ autopsia sul povero pilota perugino, la salma sarà rimpatriata entro tre giorni. «In un mondo fatto di soldi meritava qualcosa di più, anche lui lo sapeva». Arnaldo, il padre, trattiene a stento la rabbia controquel mondo che gli ha portato via Andrea. «Non potevi impedirgli di fare quello che voleva: era convinto di riuscire ad arrivare alla Superbike. Il mio rammarico è che non sia riuscito a coronare il suo sogno».Mentre il Codacons chiede l’ apertura di un’ inchiesta, il presidente del Coni Giovanni Malagò rilancia le accuse di Marco Melandri, secondo cui domenica non si doveva correre. «Si rimane veramenteperplessi nel vedere quelle immagini, in quel contesto. A prescindere dalla passione di Andrea e di tanti altri, che probabilmente correrebbero contro qualsiasi avversità. Non ci si deve assolutamente approfittare dell’ amore che hanno questi ragazzi verso questo sport, che spesso è una vera e propria fede». Alessia Polita, la ventisettenne che il mese scorso è rimasta paralizzata dopo una caduta a Misano, ha postato su Facebook una commovente lettera dedicata ad Antonelli, denunciando la poca sicurezza in pista che ha portato a due drammatici incidenti in 36 giorni: «Siamo carne da macello. Grido a voi piloti di qualsiasi campionato: le nostre voci devono essere ascoltate, non le loro. Non fate ancora una volta finta di niente».© RIPRODUZIONE RISERVATA.

massimo calandri

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