20 Novembre 2012

“Ancora una giornata di follia per ore abbandonati a noi stessi”

“Ancora una giornata di follia per ore abbandonati a noi stessi”

 

UNA mattinata di ordinario disagio romano. Passeggeri arrabbiati, dipendenti dello scalo disperati, ferrovieri avviliti. Il blocco della circolazione dei treni verso e da Fiumicino per l’ ennesimo furto di rame ha avuto ieri come simbolo il convoglio della Fr1 per Fara Sabina delle 9,13. Quando il convoglio è partito dalla stazione dello scalo il ritardo sul tabellone era di circa 110 minuti. Giusto il tempo di arrivare a Ostiense e il ritardo era salito a 115, cioè quasi due ore nette che per un percorso di circa 40 minuti fanno il 150 per cento. Un record che ha messo a dura prova il sistema nervoso di tanti passeggeri condannati a perdere le coincidenze con altri treni da Termini o da Tiburtina. In centinaia, nel timore di perdere l’ aereo, hanno preso d’ assalto i busnavetta allestiti da Trenitalia e delle società private come Terravision o più semplicemente si sono rassegnati a prendere un taxi. Sul caso è ovviamente saltato su il Codacons, che ha subito lanciato l’ idea di un risarcimento per il disservizio. Tra le tante storie quella del milanese Lorenzo Giuliani: «Sono atterrato da Malpensa intorno alle otto per un appuntamento di lavoro che avevo nel centro di Roma, ma ho dovuto aspettare il treno per la città per oltre un’ ora. Il personale continuava a riferirci genericamente che c’ era un guasto, raggiungere la città è stato davvero un incubo». E ancora «Nessuno del personale delle Ferrovie è stato in grado di dirmi quanto avrei dovuto aspettare. Gli annunci parlavamo di generici ritardi e dentro l’ aerostazione nessuno ci ha avvisati». «Ero atterrata intorno alle otto – racconta Loredana Valli – ho aspettato oltre un’ ora e una volta che è arrivato il trenino era stracolmo di passeggeri così alla fine ho deciso di prendere il taxi. Impossibile raggiungere Roma in queste condizioni, ogni giorno accade qualcosa». Tra i pendolari coinvolti, anche molti operatori aeroportuali e diversi dipendenti che lavorano nell’ area dello scalo o sulla direttrice servita dai treni per Fiumicino. Preoccupati di vedersi scalare ore dalla busta paga, alcuni impiegati di un’ azienda che opera nel settore delle telecomunicazioni. «Tutti i giorni – spiega un giovane siciliano prendo il treno Fr1 da Roma per raggiungere il mio posto di lavoro che si trova nei pressi della fermata della Muratella. Visto che non è la prima volta che, per motivi legati alla circolazione dei treni, raggiungo in ritardo il posto di lavoro, non vorrei rischiare di essere licenziato». Michele, cameriere precario in un self service dello scalo, si fa anche qualche domanda: «Possibile che non si riesca a trovare il modo per impedire questi furti di rame? Potrebbero, ad esempio, piazzare delle telecamere per sorvegliare meglio la linea. Oppure blindare le condotte dei cavi rendendo meno semplice l’ intervento dei ladri. È anni che si verifica questo problema e a pagare sono sempre e soltanto i passeggeri». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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