8 Gennaio 2010

Ancora un anno nero per le banche

ROMA Ancora un anno nero per le banche, con utili in calo del 45%, un quasi dimezzamento che si somma al -54% del 2008. Ma l’ uscita dal tunnel è vicina. Il rapporto Afo-Financial Outlook curato dall’ Abi prevede che nei conti del 2010 tornerà, sia pur piccolo, il segno più, con un utile netto aggregato per il sistema creditizio italiano dell’ 8,6%. Un ulteriore rimbalzo è atteso per il 2011, quando i guadagni torneranno ai livelli 2008, ancora comunque inferiori agli anni pre-crisi. L’ Italia è uscita dalla recessione, dopo il -4,8% del prodotto interno nel 2009, il 2010 dovrebbe segnare un incremento dello 0,6%. Secondo i banchieri la ripresa si preannuncia «lenta» e «graduale». Il 2011 andrà meglio, con un aumento del Pil dell’ 1,6%, nell’ ordine di grandezza di quello pre-crisi, e l’ inflazione nei prossimi due anni resterà contenuta, sotto il 2%. A pesare sui conti delle banche sono le pesantissime svalutazioni dei crediti. Famiglie e imprese in difficoltà stentano ad onorare i loro impegni. La crescita delle sofferenze è stimata al 27% per quest’ anno dopo il +34% del 2009. Livello definito «preoccupante» dall’ Abi, ma che dovrebbe rallentare il passo ad un +9% nel 2011. La crisi economica ha comportato anche una crescita al rallentatore dei prestiti a imprese e famiglie. Dalla quasi stagnazione del 2009 (+0,5%) è però previsto un aumento del 3,4% nel 2010 e del 4,4% nel 2011. La spese delle famiglie è quasi ferma, come il credito al consumo. I prestiti a più lungo termine, a cominciare dai mutui prima casa, dovrebbero invece salire in maniera sensibile: del 4,7% quest’ anno e del 6% nel 2011. Intanto con l’ entrata in vigore, il primo gennaio, della legge che introduce anche in Italia la possibilità di intentare cause collettive, le associazioni dei consumatori si sono scatenate annunciando class action a raffica contro le banche, e non solo. Il primo a partire è stato il Codacons, che ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo. Nel mirino le commissioni applicate dalle banche sui conti correnti in rosso, giudicate troppo costose, anche sulla scorta di una segnalazione fatta alcuni giorni fa dall’ Antitrust, che aveva fatto presente al Parlamento come le banche abbiano trovato il modo di aggirare la legge che abolisce la commissione sul massimo scoperto. Due giorni fa Unicredit è tornata sotto i riflettori, chiamata questa volta in causa dall’ Adusbef, per il sistema di ammortamento alla “francese” dei mutui, che secondo l’ associazione contravviene alle leggi italiane. Insieme a Unicredit l’ Adusbef ha annunciato che citerà anche Bankitalia. I giuristi di tutti i fronti sono al lavoro per capire cosa la legge sulla class action consenta, e cosa no. In Italia è un terreno ancora tutto da esplorare. Ma è significativo che il presidente dell’ Antitrust abbia mandato ieri due messaggi chiari. Il primo al Parlamento, perché chiarisca la legge sul massimo scoperto estendendo le norme anche al caso in cui non ci sia la concessione del fido da parte della banca. Il secondo messaggio di Antonio Catricalà è per le associazioni dei consumatori. Un invito a non abusare del nuovo strumento ma ad usarlo «con grande accortezza», a tutela di interessi «seri, radicati e ricchi di contenuti».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this