22 Febbraio 2008

Ancora rincari per la benzina

Ieri nuovi aumenti, mentre il governo prepara il taglio delle tasse. Ultimatum dalla Ue sulla rete

Ancora rincari per la benzina
Bruxelles chiede più concorrenza La differenza di prezzo tra Italia e media dei paesi dell`euro è di 2,6 centesimi
I consumatori sulla detassazione: il governo deve fare di più

ROMA – Il petrolio torna sotto la soglia dei 100 dollari al barile, ma in Italia la benzina continua ad aumentare. Alcune compagnie hanno ritoccato il prezzo consigliato fino al livello di 1,401 euro al litro, come segnala il sito Quotidiano Energia e i carburanti sono sempre più vicini ai record anche se, nell`ultima settimana, gli aumenti in Italia sono stati più contenuti rispetto all`Unione europea. Secondo le verifiche del ministero dello Sviluppo Economico la differenza tra i prezzi della benzina in Italia e la media nei paesi dell`euro è di 2,6 centesimi, contro i 3,9 centesimi della settimana scorsa. L`Unione petrolifera precisa che in Italia i prezzi della benzina sono cresciuti di 1,2 centesimi e quelli del gasolio di 1,7 a fronte di un aumento di quasi 5 centesimi in Germania e di circa 3 centesimi in Francia. “Siamo di fronte a un problema drammaticamente europeo – conferma Umberto Carpi, consigliere per l`Energia del ministero – questa settimana registriamo un calo, ma la forbice rimane a nostro sfavore“. La benzina in Italia resta infatti più cara che nella media dei paesi europei; la differenza poteva scomparire con la terza “lenzuolata“ di liberalizzazioni, arenata al Senato dopo lo scioglimento delle Camere, spiega Carpi: “Quel provvedimento avrebbe permesso una maggiore concorrenza e la riduzione del prezzo dei carburanti“ facilitando l`apertura delle stazioni di servizio della grande distribuzione organizzata. Proprio la concorrenza del settore è sotto la lente dell`Unione europea e secondo l`agenzia Adnkronos la prossima settimana l`Italia potrebbe ricevere un ultimatum dall`Ue: 4 mesi di tempo per modificare le norme nazionali e regionali sull`apertura di nuove stazioni di servizio. L`anno scorso è stato inviato al governo un parere motivato: la Commissione punta il dito contro i vincoli per l`apertura di nuovi distributori, le distanze minime e gli orari di apertura delle stazioni di servizio, limitazioni che “rendono impossibile o estremamente difficile l`ingresso nel mercato italiano di nuovi concorrenti provenienti da altri Stati membri dell`Ue“. Intanto il governo prepara l`intervento sulle accise della benzina, previsto dalla finanziaria, che produrrà una riduzione di 1 o 2 centesimi del prezzo dei carburanti. Pier Luigi Bersani, ministro per lo Sviluppo economico, precisa che non si tratta di una riduzione delle accise “che sono al livello della media Ue o anche al di sotto“, ma di un meccanismo che interviene temporaneamente sull`accisa per restituire le maggiori entrate dell`Iva dovute all`aumento del prezzo dei carburanti. Un provvedimento giusto ma insufficiente per le associazioni dei consumatori: il Codacons chiede di abbassare la pressione fiscale di almeno 5 centesimi e minaccia di organizzare manifestazioni di protesta nelle principali città e anche i gestori degli impianti chiedono un “intervento più coraggioso“.

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