18 Febbraio 2019

Ancora latte sparso in strada «Pochi 72 centesimi al litro»

il codacons teme aumenti dei prezzi per i consumatori, mentre coldiretti chiede la tutela dei produttori sardi
Violata in poco più di 12 ore la tregua siglata sabato nelle prove di intesa tra industriali e pastori nella vertenza sul crollo del prezzo del latte ovino in Sardegna. Ieri mattina c’ è stato un nuovo blitz ad una cisterna che trasportava il latte a Cuglieri (Oristano). Migliaia di litri sono finiti sull’ asfalto. L’ autista sarebbe stato fermato e costretto ad aprire il rubinetto. Il braccio di ferro procede dal momento che ai produttori il latte viene pagato da ottobre 60 centesimi al litro; loro ne chiedono almeno 77. Il ministro Salvini, che si era preso carico della situazione, inizialmente aveva detto che non si sarebbe alzato dal tavolo delle trattative finché non si fosse arrivati a un euro al litro, poi sabato ha definito i 72 cent proposti «un altro passo in avanti». L’ ipotesi di accordo tra allevatori, industria e Governo per portare a 72 centesimi di euro al litro il prezzo del latte, se non accompagnato da misure a tutela del mercato, potrebbe determinare distorsioni dei listini al dettaglio con una valanga di rincari a danno dei consumatori. Lo afferma il Codacons, pronto a denunciare il Governo alla Commissione Ue per illeciti aiuti di Stato. «Siamo assolutamente a favore dei pastori sardi e delle loro sacrosante richieste, ma in questa fase è fondamentale tutelare anche le esigenze dei consumatori – spiega il presidente Carlo Rienzi – La maggiore equità nella determinazione dei prezzi del latte e il ripristino di una corretta filiera non può in nessun caso comportare costi a carico dei cittadini: l’ intervento del Governo per ritirare 60.000 tonnellate di produzione di pecorino romano e far salire il prezzo a 72 centesimi al litro, se non accompagnato da disposizioni anti-rincari, rischia di determinare una stangata sui prezzi al dettaglio con un aumento generalizzato dei listini non solo per il latte sfuso, ma per tutti i prodotti trasformati (yogurt, dolciumi, formaggi, ecc.)». Il Governo, secondo il Codacons, deve pertanto studiare misure per ristabilire l’ equilibrio nella filiera evitando tuttavia che i maggiori oneri per l’ industria legati all’ aumento del prezzo del latte siano scaricati dalle aziende sui consumatori finali, attraverso un aumento dei listini al dettaglio. In caso contrario sarebbe inevitabile un ricorso alla Commissione Ue per la fattispecie di aiuti di Stato vietati dalla normativa vigente. Coldiretti invece sposta l’ attenzione sui produttori e dice che serve inserire una clausola che garantisca di raggiungere l’ obiettivo di un euro per il prezzo del latte pagato ai pastori da parte degli industriali, che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da governo e Regione. n.

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