19 Marzo 2002

Ancora guerra alle antenne

Ancora guerra alle antenne

Il Comune appellerà la sentenza del Tar Abruzzo
che annulla il regolamento sulla telefonia mobile

I comitati riuniti contro l`inquinamento rilanciano la battaglia contro gli impianti

LANCIANO. «Il nostro regolamento è legittimo e per questa ragione il Comune di Lanciano presenterà appello al Consiglio di stato contro la sentenza di annullamento dei mesi scorsi del Tar Abruzzo. C`è già stato un incontro con il sindaco Paolini che ha dato la sua disponibilità a procedere». Il presidente dei comitati riuniti contro l`inquinamento elettromagnetico, Riccardo La Morgia, rilancia la guerra al proliferare indiscriminato degli impianti per la telefonia mobile.
Un proliferare che, dopo la pronuncia del Tar, rischia di riprendere indisturbato. «Grazie al regolamento (approvato all`unanimità dal consiglio comunale nell`ottobre del 2000, ndc)», dice La Morgia, «siamo riusciti a respingere moltissime richieste di installazione che erano state presentate al Comune. Uno strumento che si è rivelato efficace, se si tiene conto che a Lanciano i ripetitori sono 8, contro i 40 di Vasto». Il comitato nei giorni scorsi ha ottenuto anche un parere da parte del Codacons, cui si era rivolto per avere una consulenza sulle iniziative contro la pronuncia del Tar. L`associazione dei consumatori ha confermato le certezze che il comitato aveva da tempo: la sentenza è impugnabile in appello perché i giudici amministrativi non hanno tenuto conto della normativa regionale vigente. A differenza di altre regioni italiane la giunta abruzzese ha delegato ai comuni la possibilità di redigere regolamenti sugli impianti di telefonia. Gli altri precedenti giurisprudenziali (si riferiscono a regioni dove questa possibilità non era stata concessa. «E nella nostra regione», precisa il presidente, «non può essere contestata neanche la difformità rispetto allo strumento urbanistico, perché l`adozione del regolamento comporta per legge la modifica del prg». Non sono mancate stoccate nemmeno all`ex assessore all`urbanistica Luigi Toppeta, che si era scagliato contro il provvedimento. «Fu proprio lui», continua La Morgia, «a comunicare alla Regione che tutti gli impianti cittadini erano in regola con la nuova normativa, mentre in realtà non era così».

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