30 Giugno 2001

Ancora Eurostar in tilt….

Inaugurato intanto dal ministro un tratto nuovo dell?autostrada A/5

ROMA ? «Un vero mistero». Alle Ferrovie allargano le braccia e sospirano per quei cinque ?incidenti“ in tre giorni che hanno coinvolto altrettanti Eurostar e inferto un colpo all?immagine dell?azienda. Il Codacons ha preannunciato una denuncia con relativa richiesta per danni a favore delle centinaia di utenti appiedati; la Fit/Cisl parla di «responsabilità del management per i guasti tecnici»; le Fs replicano con puntualità smentendo «nel modo più secco insinuazioni illazioni e accuse profondamente immotivate» e minacciano di «procedere penalmente e civilmente contro chiunque tenti strumentalizzazioni o dia spazio ad alterazioni tanto evidenti delle realtà che ledono profondamente l?immagine del gruppo e dei suoi lavoratori».

Resta il fatto che una serie di cinque stop in tre giorni preoccupa l?azienda, i sindacati, l?industria committente e naturalmente gli utenti alle prese con le tradizionali ?trasmigrazioni estive“. Per cinque volte cinque i motori degli Etr 500 sono rimasti in panne, come folgorati, anche se i tecnici spiegano adesso che si è trattato di cause diverse. Se può essere una consolazione.

Gli Etr 500 rappresentano il vero fiore all?occhiello delle Fs: macchine che costano, ognuna, 44 miliardi di lire, capaci di raggiungere i 300 chilometri orari. Sono in linea da quasi un lustro e di problemi ne hanno avuti: porte che non si chiudevano, aria condizionata che non funzionava, pantografi che venivano strappati. «Ma ora – spiegano a villa Patrizi, quartier generale delle Ferrovie – le cose stanno andando meglio». Stavano andando meglio perché il bilancio di fine giugno è stato disastroso. E poi quella tratta maledetta tra Firenze e Bologna che, nell?arco di tre giorni, ha paralizzato gli Etr e appiedato centinaia di passeggeri. Ironizza qualcuno: sa, gli Appennini, è faticoso salire anche per i treni. E poi con il caldo dei giorni scorsi. Sarebbe sceso di sella anche Marco Pantani. Quello di una volta, ovviamente.

Oggi sulle italiche linee viaggiano una cinquantina di Etr 500 al giorno (una decina è in turn over per manutenzione) e altri 40 sono i ?pendolini“ ad assetto variabile: i primi costruiti dal consorzio Trevi (Breda, Ansaldo, Abb, Fiat ferroviaria), i secondi dalla Fiat ferroviaria. Ammette uno dei dirigenti del Trevi: «In effetti qualche problema c?è stato». E ci mancherebbe altro. «Ma la verità – aggiunge – è che questi treni sono stressati, corrono su e giù lungo la penisola quasi senza soluzione di continuità, non come accade in Francia dove i superveloci di giorno viaggiano e di notte vanno in officina». Ed allora? Sarebbero necessarie almeno altri quaranta Eurostar per garantire alti tassi di sicurezza. Insomma, per limitare al massimo i guasti».

La solita, antica questione della manutenzione? In effetti i controlli sono puntuali e programmati: ogni 1.000 chilometri – praticamente un Roma-Milano e ritorno – l?Eurostar viene sottoposto a pulizia generale; ogni mese è previsto un controllo generale di 40 ore; ogni 25.000 chilometri la macchina viene sottoposta ad un minuzioso check-up; ogni 250.000 la visita diventa accuratissima, persino scientifica e va dalla ritornitura delle ruote agli esami infrarossi sulle varie componenti tecniche.

Ovvio che la garanzia assoluta nessuno la può dare e nessuno la può avere, sia che si viaggi in aereo o persino in bicicletta, però tanti gasti in una settimana… «Il fatto è – sospira il dirigente della Trevi – che di guasti ce ne sono sempre stati, magari i treni erano meno affollati. O magari a bordo non c?erano sindacalisti pronti a testimoniare lo sfascio delle ferrovie, partendo da un incidente di percorso».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this