7 Giugno 2011

Ancora caos alle Poste, sempre a causa del nuovo sistema informatico che funziona “a singhiozzo”

Ancora caos alle Poste, sempre a causa del nuovo sistema informatico che funziona «a singhiozzo»
 

Ancora caos alle Poste, sempre a causa del nuovo sistema informatico che funziona «a singhiozzo». Il Service delivery platform (Sdp) – questo il nome del nuovo «cervellone» informatico – non è infatti ancora entrato a regime, nonostante le rassicurazioni di Poste italiane. Particolarmente critica la situazione a Palermo e provincia, dove il passaggio dal vecchio al nuovo sistema è avvenuto in 149 su 167 uffici postali. «Abbiamo chiesto invano all’ azienda – dice Maurizio Affatigato, segretario provinciale Cisl Poste – un passaggio graduale al Sdp. Continuiamo a registrare gravi disagi sia per i dipendenti sia per i clienti che, sempre più in massa, si rivolgono ad altri operatori postali». La coincidenza con l’ erogazione delle pensioni e il pagamento delle bollette in scadenza ha creato forti tensioni tra gli utenti anche ieri. «Col vecchio sistema c’ era un server in ogni ufficio postale – spiega Affatigato – e i dati al cervellone centrale di Roma venivano inviati ad ufficio chiuso. Adesso, invece, qualsiasi procedura arriva al server centrale con un conseguente sovraccarico, soprattutto in concomitanza col pagamento delle pensioni». Poste italiane si è nuovamente scusata con la clientela «per le difficoltà nella fornitura dei servizi, con l’ effetto di allungare i tempi di attesa» e attraverso la responsabile comunicazione territoriale della Sicilia, ha fatto sapere che «non si tratta di interruzioni, ma di rallentamenti». Poste italiane ha accolto la richiesta del Codacons di aprire un tavolo di conciliazione finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati. Anche il vicesindaco di Monreale, Salvino Caputo, ha annunciato che avvierà un’ azione pubblica di responsabilità e risarcimento danni. «Oggi (ieri, ndr) – conclude Caputo – mi sono recato all’ ufficio postale di piazza Guglielmo, dove ho constatato condizioni di totale paralisi. E’ intollerabile che un guasto del genere si possa protrarre per 4 giorni. Metteremo a disposizione dei cittadini un funzionario comunale che riceverà le denunce e faremo firmare loro una petizione».

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