1 Luglio 2014

È ancora allarme prezzi Italia quasi in deflazione

È ancora allarme prezzi Italia quasi in deflazione

 Lo spettro della deflazione (il calo dei prezzi), ritorna a farsi sentire in molti paesi dell’ Europa e, in particolare, in Italia. L’ Istat comunica a settembre aumenti dei prezzi al consumo ai minimi storici (+0,3%) vicini alla soglia tecnica di errore e quindi alla possibile soglia (teorica) della deflazione. E U R O PA . a livello aggregato, Eurostat segnala a giugno un tasso di inflazione stabile al +0,5%, ma il dato è sostenuto per lo più dalla Germania, dove i prezzi sono saliti più del previsto (+1%). Questo implica che in altri paesi dell’ Eurozona, l’ andamento dei prezzi ha rallentato rispetto a maggio, tra questi anche l’ Italia. È il nono mese consecutivo che l’ inflazione dell’ area euro rimane al di sotto dell’ 1%, in quella che il presidente della Bce, Mario Draghi, ha definito una «zona di pericolo», lontana dell’ obiettivo dell’ Eurotower di stare al di sotto ma vicino al 2%. L’ attenzione si sposta alla prossima riunione di giovedi. I TA L I A . Il dato Istat di giugno è il più basso da ottobre 2009: +0,1% su base mensile che porta a +0,3% il dato su base annua (a maggio era a +0,5%). Tale situazione è in gran parte imputabile al calo dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (“carrello della spesa”) che diminuiscono dello 0,5% in termini tendenziali (da +0,1% del mese precedente), toccando il livello più basso registrato da settembre 1997. Calo meno accentuato per i beni energetici e i servizi all’ abitazione. Escludendo dal calcolo gli alimentari freschi e i beni energetici (“inflazione di fondo”) si ottiene un aumento dei prezzi dello I COMMENTI. Per la Cisl, il dato sull’ inflazione «Conferma il permanere di uno stato di forte crisi della domanda interna e dei consumi. Occorre intervenire con mezzi straordinari come il bonus fiscale». Codacons parla di «dato estremamente preoccupante, perchè rispetta la forte riduzione di spesa nei settori primari come l’ alimentazione». Considerazioni simili anche per Confersercenti, Abusbef e Federconsumatori. IN BREVE CONFINDUSTRIA > La produzione segna un incremento a giugno 2014, riducendo il picco pre-crisi. Il Centro studi di Confindustria, segnala una conferma del timido rialzo (+0,1%) registrato a maggio con una più robusta crescita (+0,4%) a giugno. Al netto delle differenze di calendario è cresciuta del 2,2% su base annua, a maggio l’ incremento era del 1,6%. Rispetto alla massima produzione registrata prima della crisi, la perdita si è ridotta dal -24,6% di maggio al -23,5%. Nel dettaglio, il volume degli ordinativi è cresciuto dello 0,6% su base mensile e dell’ 1,7% rispetto a 12 mesi prima. A maggio la variazione era di +0,2% su aprile e di +1,6% su maggio 2013. Il terzo trimestre inizia con un abbrivio positivo, grazie al +0,3% di variazione congiunturale ereditata dal secondo trimestre. L’ indagine sulla fiducia degli imprenditori manifatturieri mostra un maggiore ottimismo. In giugno l’ indice generale è salito ai massimi da 3 anni (a 100,0, con un avanzamento di 0,2 punti su maggio). Sono migliorati i giudizi sugli ordini totali (saldo a -20 da -21), grazie al progresso della componente interna della domanda. Il saldo delle attese su ordini e produzione a tre mesi è salito di due punti, raggiungendo i livelli dell’ estate del 2011. ACQUISTI CENTRALIZZATI > Lo Stato risparmia quasi il 25% nell’ acquisto di beni e servizi, quando passa attraverso la Consip, la societa per azioni del Ministero della Economia che svolge il ruolo di centrale di committenza nazionale. Se tutte le p.a si adeguassero al prezzo che la Consip riesce a spuntare si potrebbero risparmiare 2,6 miliardi di euro, tagliando dalla bolletta del telefono al costo delle stampanti. È quanto risulta da uno studio Istat svolto per conto del Ministero dell’ Economia su 21 categorie di merci. Le convenzioni portano a risparmi medi del 22% sui prezzi dei beni e servizi acquistati. Tra le categorie dove il risparmio è più elevato ci sono la telefonia fissa (71,4%) e mobile (39,4%), le stampanti (70%) e le focopiatrici (45,3%), i pc desktop con il 35,9% e le centrali telefoniche con il 29%. Risparmi del 23% circa nell’ acquisto dei pc e del 10% per il pacchetto Office. Taglio del 50% per il costo degli Sms e poco più del 9% per la benzina.

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