Ancora 40mila over 60 sono senza vaccinazione
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fonte:
- La Sicilia
«Catania è una delle prime città d’Ita- lia per numero di vaccinati. Siamo all’87% di prime dosi e all’83 di seconde . Il problema è in provincia. E vuole una notizia?A Randazzo nell’ultima settimana sono state somministrate soltanto tre prime dosi…». Lo ha detto ieri il commissario Covid, Pino Liberti che ha aggiunto che nell’ultima settimana sono state effettuate soltanto 5mila nuove prime dosi. «Un dato – ha aggiunto – che non mi soddisfa affatto. E tra poco arrivano le feste di Natale dove gli assembramenti sono la prassi. Per questo ho contattato i sindaci dei paesi dove i non vaccinati sono ancora tanti per capire come intervenire anche con il supporto dei servizi sociali». Liberti ha inoltre elencato le percentuali di vaccinati e il numero dei non vaccinati di tutta la provincia secondo le fasce di età. I non vaccinati sono prevalentemente giovani, al di sotto dei 20 anni che incidono per il 40% (circa 37mila) sugli oltre 200mila non immunizzati di tutta la provincia. Tra 20 e 29 anni i vaccinati sono compresi tra il 75-80% , da vaccinare ci sono ancora circa 30mila persone. Poi abbiamo la fascia compresa tra 30-39 anni che vede il 73,50% di vaccinati e 35mila ancora da vaccinare. Tra 40-49 anni abbiamo il 77,12% di vaccinati mentre i non vaccinati sono circa 45mila .Tra i 50-59 anni i “coperti” sono 82,63%, 27mila ancora da vaccinare. Tra 60-69 anni l’83,1212% sono immunizzati. Da vaccinare ce ne sono ancora 18mila. Tra 70-79 anni l 87,63% e immunizzati, 11mila non hanno fatto neanche una dose. Infine con più di 80 anni i vaccinati sono l’ 85,30%, da vaccinare ancora in 10mila. Dal report si evince che a distanza di un anno dall’avvio della campagna ci sono 40mila over 60 che nella nostra provincia hanno deciso di evitare la vaccinazione. Ed è proprio questo zoccolo duro che il commissario sta cercando di intercettare per ampliare l’immunizzazione di quei soggetti che se colpiti dal Covid hanno maggiori probabilità di finire in ospedale con sintomi anche gravi. Sul fronte invece delle terze dosi qualcosa si muove con più celerità e i medici di famiglia finalmente stanno diventando protagonisti, quantomeno nelle case di riposo. Già in tutta la provincia sarebbero una sessantina le case di riposo dove gli ospiti sono stati vaccinati con la terza dose. Si conta di concludere entro pochi giorni il distretto di Catania e avviare quello di Gravina dove le case di riposo sono numerose. L’obiettivo è concludere la somministrazione delle fiale ad anziani e personale entro dicembre, Continua nel frattempo la polemica sul provvedimento dell’assessorato regionale alla Salute che dovrebbe portare alla chiusura dei punti vaccinali delle aziende ospedaliere. Dopo il Codacons che ha diffidato la Regione ad adottare il provvedimento adesso a scendere in campo sono stati alcuni deputati dei Cinquestelle che in una nota hanno stigmatizzato sul provvedimento: «Non c’è alcun dubbio, la chiusura dei centri vaccinali ospedalieri è l’ennesima scelta sbagliata di questo governo del nulla – hanno detto i deputati del M5s5 Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, componenti della commissione Salute dell’Ars – Se l’intento dell’assessore era anche quello di risparmiare, poteva andare a rivedere le spese degli hub, che costano tantissimo e in proporzione rendono molto, ma molto meno delle strutture che il governo vuole chiudere». Il tema del costo degli Hub è da tempo al centro dell’attenzione perché al momento i numeri delle vaccinazioni non giustificano affatto una spesa così alta per mantenere strutture sanitarie di grandi proporzioni. Bisognerà però capire cosa accadrà quando verrà avviata la campagna per le terze dosi per gli over 40 che non si capisce come mai non possa essere effettuata mdai medici di famiglia. E qui si torna al punto di partenza. Nessuno ne parla più, ma non si sa nella nostra provincia né quanti sono i medici di famiglia che hanno aderito alla campagna, come vengono riforniti di dosi e come si stanno comportando per vaccinare i propri assistiti. Sempre sul tema dei punti vaccinali ospedalieri ieri, in una nota il commissario Covid, Pino Liberti ha spiegato che in atto s’è aperta una discussione sul futuro dei punti vaccinali negli ospedali. Nessuna decisione è stata ancora adottata a Catania, ma sembra che questa arriverà entro la settimana «Al momento vi è una in-terlocuzione in corso – ha detto Liberti -.. Insieme ai direttori generali stiamo valutando se e quando dismettere i punti vaccinali ospedalieri. Ogni scelta va comunque ponderata ed è importante analizzare l’incidenza che ha sulle degenze il personale attualmente impegnato per i vaccini.Va inoltre tenuto in debita considerazione il fatto che è già partita la campagna delle terze dosi e che avrà un ulteriore incremento dall’1 dicembre». Da indiscrezioni che emergono i punti vaccinali ospedalieri riservati agli allergici e alle partorienti saranno mantenuti in tutti i casi. GIUSEPPE BONACCOR
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