Anche una tac sulla statua: nessuna manomissione
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fonte:
- Il Tempo
IL caso della Madonnina di Pantano catalizzò a lungo su di sé l?attenzione dell?opinione pubblica anche perché venne aperta un? inchiesta dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia proprio per accertare la natura del singolare avvenimento e scartare l?ipotesi di una possibile manomissione della statuina. Il 7 marzo 1995, un mese dopo le lacrimazioni avvenute nel giardino di casa Gregori, infatti, il Codacons, affidandosi al legale avv. Enrico Veneruso, denuncia alla Magistratura il caso, paventando un possibile abuso della credulità popolare. Dopo soli tre giorni, tra le sei e le sette della mattina, vengono perquisite contemporaneamente le case di Fabio Gregori, proprietario della statua raffigurante la Regina della Pace, e dei suoi fratelli mentre, dopo circa quattro giorni, in Commissariato sfilano i testimoni della presunte lacrimazioni. Soltanto il 27 marzo la Procura affida l?incarico per la perizia sul liquido versato dagli occhi della Vergine, ma l?indagine è ancora a carico di ignoti: il primo ed unico indagato, Fabio Gregori, viene iscritto nel registro due giorni dopo, il 29 marzo. Proprio su questo punto concentra l?attenzione l?avvocato difensore dei Gregori, Bruno Forestieri, che risponde alle numerose critiche mosse al suo assistito in merito al presunto rifiuto di non sottoporsi all?esame del Dna. “Fabio Gregori – commenta infatti il legale – è stato indagato ufficialmente solo due giorni dopo l?affidamento della perizia. Per cui il prelievo e le analisi del sangue, a cui noi non partecipammo, vennero effettuate solo dai periti nominati dalla magistratura; una comparazione con il dna del mio assistito non sarebbe quindi rientrata nelle regole di un giusto iter processuale?. L?opposizione dei Gregori e l?insistenza della Magistratura giungono addirittura alla Corte Costituzionale che, con la sentenza n° 238 del luglio 1996 mette mano all?articolo 224 del Codice di procedura penale, giudicando illegittimo, se non nei casi e nei modi previsti dalla legge, qualsiasi esame coattivo, tra cui rientra di diritto il test del dna in questione. Test a cui, comunque, Fabio Gregori si è sempre detto disponibile nel caso a richiederlo siano però le massime Autorità Ecclesiastiche. Il processo viene archiviato il 16 ottobre 2000 dal dott. Castaldo.
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