1 Agosto 2016

Anche nel M5s qualcuno non vuole l’ assessore «d’ oro»

Anche nel M5s qualcuno non vuole l’ assessore «d’ oro»

ROMA Sono le cifre abnormi percepite dalla neo-assessora all’ Ambiente del Comune di Roma Paola Muraro – un milione di euro per 12 anni di consulenze – più che le sue dichiarazioni a mettere in forte imbarazzo il sindaco Virginia Raggi e, soprattutto, il suo partito, il Movimento 5 stelle. Tutte le formazioni politiche, ad eccezione proprio di quella che esprime sindaco e giunta, chiedono di sollevare dall’ incarico il membro della giunta che dovrebbe occuparsi di rifiuti nella Capitale, ma che ha lavorato per oltre un decennio proprio per l’ Ama, la municipalizzata che si occupa della raccolta. «La sindaca dovrebbe ritirare le deleghe in nome della trasparenza; non è solo questione di un conflitto di interessi acclarato, ma, soprattutto, di una sua inadeguatezza», accusa Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario romano del partito. Chiedono le dimissioni dell’ assessora, accusata di «reticenza» dal presidente dimissionario della municipalizzata Daniele Fortini, anche gli azzurri Francesco Giro e Maurizio Gasparri: «Non lo dico io, ma lo Statuto del M5s che così prevede per le persone indagate», spiega il primo. Del medesimo avviso la leader di Fdi Giorgia Meloni e pure il Codacons. La discussione nel M5s è aperta, alcuni membri del direttorio romano avrebbero suggerito una sospensione dell’ assessora, ma Raggi teme che dopo Muraro possa toccare a qualcun altro e, quindi difende la sua scelta. «Sta facendo un ottimo lavoro, non si tocca», ha risposto ai cittadini in visita in Campidoglio, ieri sera. Riferirà sul caso già domani in consiglio comunale. P.E.R. riproduzione riservata

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