9 Settembre 2014

Anche l’ex ministro Passera sostiene #NoProfitNoIva

Anche l’ex ministro Passera sostiene #NoProfitNoIva

    diEugenio Terrani

MILANO – Crescono esponenzialmente le adesioni alla campagna #NoProfitNoIva lanciata da Corriere Sociale. A intervenire, oggi, è anche l’ex ministro dello sviluppo economico Corrado Passera. «Serve una riforma del terzo settore trasversale, con coperture finanziarie e interventi strutturali nel mondo della sanità, lavoro, scuola» scrive Passera su twitter prima di rilanciare, sempre sul canale social, il cinguettio del movimento Italia Unica con cui si annuncia l’ufficiale adesione alla campagna: «Dobbiamo trovare il modo di rendere possibile #NoProfitNoIva: esenzione da imposizione diretta su acquisti per progetti a ricaduta sociale».
L’adesione di “Italia Unica”
Sul sito del movimento fondato da Passera, il responsabile del terzo settore Johnny Dotti scrive che «il terzo settore è stato spesso piegato a logori e consunti meccanismi di consenso politico. Ora si presenta una grande occasione di inversione di rotta con la discussione in parlamento del progetto di riforma presentato dal governo. Italia Unica si batterà per ottenere scelte più coraggiose e soprattutto perché siano individuate risorse vere e certe. Quando si parla di terzo settore – aggiunge Dotti – è cruciale infatti che, con il concorso di tutti, vengano individuate le indispensabili le coperture economiche, cosa che il Governo non ha ancora fatto. Perché senza fondi qualsiasi riforma sarebbe inutile. Italia Unica propone di conferire al terzo settore uno statuto giuridico speciale e autonomo e di approvare una nuova legge sull’impresa sociale che permetta la raccolta di capitale anche se con precise limitazioni sulla distribuzione di dividendi. Chiediamo inoltre che il 5 per mille sia dato davvero tutto, senza limiti, alle organizzazioni cui spetta e che il servizio civile diventi veramente universale accogliendo chiunque desideri donare il proprio lavoro alla comunità. Come Italia Unica inoltre appoggiamo la campagna di Corriere #NoProfitNoIva, da portare a livello europeo, perché sia veramente efficace».
La svolta europea
Proprio ieri, a Lucca, nel corso del seminario di formazione civile “L’essenziale è #in_visibile agli occhi” (promosso dal Centro nazionale per il volontariato e dalla Fondazione volontariato e partecipazione), il presidente del gruppo Pse all’europarlamento Gianni Pittella si è preso l’impegno di creare per la prima volta in Europa l’integruppo del terzo settore. E tra le priorità ha individuato proprio l’abbattimento dell’Iva per il non profit e la detassazione per le donazioni al volontariato.
Un tema, quello dell’Iva, ripreso oggi anche da Elio Silva su “Il Sole 24 Ore”. «Alcune (lodevoli) campagne estive hanno inoltre contribuito a portare sotto i riflettori la diffidenza, quando non l’indifferenza, del nostro legislatore nei confronti di chi dona, legittimando ulteriormente la richiesta di un Fisco più amico della ricerca e, in generale, del privato sociale scrive» Silva riferendosi alla campagna di Corriere. «Per quanto odiosa secondo tutti i parametri del comune buonsenso – aggiunge Silva – l’Iva applicata su beni e servizi frutto di donazioni non si può eliminare, a meno di aprire un confronto in sede comunitaria che, però, ad oggi non pare né avviato, né all’ordine del giorno». Tutto giusto. Anzi, giustissimo. Però si trascura l’annuncio di Pittella, che di fatto è intenzionato ad avviare questo percorso di riforma. Per raggiungere questi obiettivi – oltre all’Iva il presidente del Pse ha annunciato la creazione di un osservatorio sul terzo settore e il rilancio del servizio civile europeo – Pittella ha convocato a Bruxelles sia il Cnv sia i rappresentanti del volontariato e del terzo settore italiano. Insieme al Cev (Centro europeo del volontariato) s’impegneranno per raggiungere questi importanti obiettivi.
Per Codacons è uno «scandalo»
Tra i nuovi sostenitori della campagna #NoProfitNoIva – che ha collezionato ben 2.197 tweet – oggi spicca il nome del Codacons. «È uno scandalo che lo Stato italiano incassi sui soldi donati dagli italiani per aiutare i più bisognosi» sottolinea in una nota il presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi. «Si tratta di una forma di sciacallaggio che, allo stato attuale, equivale a una sorta di speculazione sulle necessità altrui. Tutto il settore del non profit va detassato, e devono essere eliminate tasse, costi e balzelli vari a carico delle associazioni onlus». Il Codacons richiama inoltre una recente sentenza della Commissione tributaria di Roma, depositata lo scorso 4 settembre, che afferma come alle onlus vada applicata l’esenzione dall’imposta di bollo e dal contributo unificato, e quindi ad esse non siano imponibili le normali spese di giustizia.

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