2 Settembre 2011

Anche la Lega contro i tumori (Lilt) è scesa in campo per difendere l’ hospice del Policlinico San Marco che l’ Ulss 12 ha chiuso

Anche la Lega contro i tumori (Lilt) è scesa in campo per difendere l’ hospice del Policlinico San Marco che l’ Ulss 12 ha chiuso. «Vogliamo capire perché si può chiudere, senza motivo apparente, un reparto così indispensabile ed efficiente e venendo a gravare così con i ricoveri in reparti non specializzati per gli ammalati terminali» dice Maria Grazia Cevolani, vice presidente della Lilt di Venezia. Luciano Griggio, il presidente dell’ associazione, intanto, ha scritto una lettera al presidente della Regione, Luca Zaia, e alla presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto, chiedendo un incontro per discutere «della chiusura ingiustificata del reparto di Cure di Supporto Oncologico (Cso) del Policlinico San Marco, chiusura che ha gettato nella disperazione, in città, centinaia di ammalati oncologici e le loro famiglie». Sempre ieri la vice presidente ha telefonato a Franco Conte, responsabile Codacons, assicurandogli l’ appoggio nella raccolta di firme promossa dall’ associazione consumatori assieme ad Humanitas. Il prossimo 19 settembre i sindaci del territorio dell’ Ulss 12 si incontreranno per la conferenza dei servizi e in quell’ occasione le associazioni presenteranno la petizione con le adesioni raccolte. Se per quel giorno l’ Hospice non verrà riaperto, Codacons ha annunciato che procederà con una denuncia contro l’ Azienda sanitaria per omissione di soccorso, interruzione di pubblico servizio e danno erariale. Nata in Italia nel 1927, la Lilt ha aperto la sezione veneziana nel 1979 e ha avuto come suo grande sostenitore il dottor Lorenzo Menegaldo: mancato nel 2009, fu proprio lui a creare e formare il reparto di Cure supporto oncologico (Cso) del Policlinico: «Per anni ha prestato la sua opera di medico volontario presso la nostra associazione – continua Maria Grazia Cevolani -. Non foss’ altro che per questo motivo, la nostra adesione all’ iniziativa del Codacons è massima ma vogliamo anche testimoniare che dal nostro osservatorio di trentennale attività, abbiamo potuto vedere con quanta umanità e professionalità, all’ hospice del Policlinico, venivano curate le persone e venivano accompagnate serenamente alla morte. Un ammalato, anche se terminale, conserva in sè un ultimo filo di speranza che può sopravvivere in un Ospedale dove continuano gli esami e le cure». ( e.t. )
 
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