23 Maggio 2017

ANCHE LA CONSULTA CI DÀ RAGIONE: IL CODACONS IN CAMPO A TUTELA DEI PRECARI DELLA SCUOLA!

L’Associazione interviene a tutela del personale scolastico sottoposto a un’illegittima reiterazione dei contratti a termine: l’obiettivo è ottenere l’assunzione a tempo indeterminato e la condanna del MIUR al pagamento delle differenze retributive, anche a titolo di risarcimento del danno subito

 

I FATTI

Quella del precariato nella scuola è (purtroppo) una storia vecchia. Per anni, infatti, lo Stato italiano ha incredibilmente rinnovato contratti a tempo determinato per coprire posti vacanti e disponibili: cattedre vere e proprie, senza un docente titolare, ma che – per mere ragioni economiche – si è preferito evitare di affidare in pianta stabile.

Le supplenze, quindi, sono state reiterate in maniera sistematica, senza un reale motivo di sostituzione e senza limiti. Un precariato di massa, un’odissea inflitta a un intero esercito di docenti, perpetuamente in attesa di un posto fisso in classe e una cattedra in esclusiva: tanto che il meccanismo ha finito per coinvolgere – a vario titolo – almeno
mezzo milione di nostri connazionali (secondo i dati diffusi più volte dallo stesso Ministero dell’Istruzione) tra docenti e personale ATA. Al Miur, quindi, a lungo ha prevalso la logica del risparmio sulla pelle dei precari: tanto che c’è anche chi, da precario, ha passato tutta la vita.

LE SENTENZE

È servita una storica sentenza della Corte di Giustizia europea per riaffermare quella basilare verità che il Codacons sostiene, da anni, nei tribunali di tutta Italia (raccogliendo centinaia di pronunce favorevoli): dopo tre supplenze annuali un docente (o un ausiliare tecnico amministrativo) dev’essere assunto a tempo indeterminato. Ma a condannare – ancora una volta – la reiterazione dei contratti a tempo determinato nella scuola pubblica, ci ha pensato anche la Consulta.

Il supremo organo di garanzia costituzionale, pur con motivazioni discutibili, ha infatti sancito l’illegittimità dell’art. 4, commi 1 e 11 della Legge 124/99, “nella parte in cui autorizza, in violazione della normativa comunitaria, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza che ragioni obiettive lo giustifichino” (sentenza n. 187/2016).

LA CASSAZIONE

Anche la Suprema Corte di Cassazione ha dato ragione ai precari della scuola, con una ordinanza attraverso la quale condanna il precariato e stabilisce che agli insegnanti vadano riconosciuti gli scatti di anzianità anche se assunti con contratti a tempo determinato.

In una causa promossa dal Ministero dell’istruzione per la riforma della sentenza della Corte d’Appello di Torino favorevole agli insegnanti, la sesta sezione della Cassazione ha stabilito che “La clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva 99/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai CCNL succedutisi nel tempo. Vanno, conseguentemente, disapplicate le disposizioni dei richiamati CCNL che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato. La L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53, che prevedeva scatti biennali di anzianità per il personale non di ruolo, non è applicabile ai contratti a tempo determinato del personale del comparto scuola ed è stato richiamato, D.Lgs. n. 165 del 2001, ex art. 69, comma 1, e art. 71, dal CCNL 4.8.1995 e dai contratti successivi, per affermarne la perdurante vigenza limitatamente ai soli insegnanti di religione”.

Su queste basi la Cassazione ha ritenuto fondata la domanda avente ad oggetto il riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata negli anni di precariato, senza disparità di trattamento rispetto ai colleghi assunti a tempo indeterminato.

L’INIZIATIVA CODACONS

Già da cinque anni, il Codacons e l’Associazione per la difesa dei diritti civili della scuola hanno scelto di appoggiare la battaglia dei precari della scuola: sono oltre 2.200 i ricorsi già presentati – con esito favorevole – dai nostri avvocati, sia in primo che in secondo grado, con risarcimenti complessivi per oltre 3 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di ottenere per tutti i precari della scuola che aderiranno ai nostri ricorsi la stabilizzazione del posto di lavoro, attraverso la conversione dei contratti di lavoro a tempo determinato in rapporti di lavoro a tempo indeterminato (con conseguente ricostruzione della carriera ai fini previdenziali, pensionistici, di anzianità e retributivi) e la condanna del MIUR al pagamento delle differenze retributive (anche a titolo di risarcimento del danno complessivamente subito, ivi compreso il danno non patrimoniale).

PER ADERIRE

Per conoscere le modalità di adesione puoi scaricare senza impegno la modulistica necessaria cliccando qui: la compilazione del form non è vincolante e permette di ricevere tutte le informazioni relative all’iniziativa, compreso il dettaglio dei costi d’adesione.

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