Anche la Cgil sostiene lo sciopero
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fonte:
- il Tirreno
Anche la Cgil sostiene lo sciopero
L`appello di Perelli: «Entrate nei negozi e non comprate niente»
I commercianti non sono preoccupati: «Il 5 luglio una iniziativa analoga non fece diminuire i clienti»
PISA. «Entrare nei negozi e non comprare nulla». Domani la protesta contro l`aumento vertiginoso dei prezzi di questi ultimi tempi dovrà manifestarsi anche in questo modo simbolico. Per far sentire alle associazioni dei commercianti e alle istituzioni locali quanto grava per le tasche della gente il caro-vita, la Federconsumatori invita tutti i cittadini di Pisa ad aderire al boicotaggio delle casse dei negozi, «l`unico mezzo a disposizione del consumatore per manifestare concretamente la loro indignazione».
Ma gli esercenti non sono preoccupati: «la gente verrà lo stesso». «Giovedì il rotolino di carta delle casse dovrà rimanere bianco».
Paolo Perelli, segretario della Federconsumatori di Pisa, è sicuro che l`iniziativa riscuoterà successo, iniziativa che bissa quella del 5 luglio scorso.
«Il 5 luglio abbiamo avuto abbastanza successo afferma Perelli -, ma ancora il caro vita non aveva raggiunto i livelli di adesso. Sono sicuro che con gli aumenti che ci sono stati in questo periodo la gente che aderirà sarà ancora più numerosa».
Volantini verranno distribuiti a partire da oggi in tutta la città perché il maggior numero possibile di persone siano a conoscenza dell`iniziativa. «La Federconsumatori – dice Perelli – ha tentato più volte di incontrare i rappresentanti delle associazioni dei commercianti per non arrivare a questa forma di protesta, ma nessuno si è ancora fatto sentire».
Perelli ci tiene a chiarire che la sua associazione non ha nulla contro commercianti e esercenti: «Capisco che la maggior parte di loro non possa fare a meno di vendere merci più care perché già dal grossista dove si riforniscono arrivano prezzi gonfiati» e chiarisce le ragioni del boicotaggio dei negozi: «È l`unico mezzo a disposizione della gente per dare un segnale forte contro questo aumento incontrollato dei prezzi. Se dimostreremo alle associazioni dei commercianti e alle istituzioni che il disagio della gente per il caro-vita è realmente sentito allora potremmo ottenere qualcosa, altrimenti non vedo in quale altro modo si possa arginare la tendenza agli aumenti».
E i negozianti? Non sono affatto preoccupati, a sentire quelli che abbiamo interpellato. Luca per esempio, della pasticceria La Delizia in Corso Italia, ricorda la giornata di sciopero al consumo dello scorso 5 luglio. «Da noi in quel giorno – ci dice – ci furono più o meno gli stessi clienti di sempre. Non sono affatto preoccupato perché la gente al caffè la mattina non ci rinuncia».
E Carlo Sbrana – titolare del caffè La Borsa, ribadisce: «Staremo a vedere. Il 5 luglio non abbiammo visto differenze rispetto agli altri giorni».
E le grandi distribuzioni? «Non ci sono problemi – secondo Massimo della Superal in via Pascoli -. Lo scorso 5 luglio non ci furono in effetti molti clienti, ma molte persone erano in ferie. Comunque non abbiamo paura di un boicotaggio».
Intanto la Cgil pisana ritiene importante l`iniziativa di protesta che prevede lo «sciopero degli acquisti» di domani, 12 settembre, promossa dalle associazioni dei consumatori aderenti all`intesa (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori).
«L`aumento vertiginoso dell`inflazione evidenziatosi negli ultimi mesi – dice la Cgil pisana – è frutto delle scelte politiche sbagliate del governo che non ha sostenuto la ripresa economica con investimenti strutturali, ha abbandonato la politica di controllo dei prezzi e tariffe, non ha fatto un monitoraggio sulle ripercussioni dell`introduzione dell`euro. Le proposte annunciate dal governo per combattere l`impennata inflattiva sono inefficaci, ridicole e punitive per i lavoratori. Il blocco delle tariffe fino al 30 novembre ha un`incidenza di fatto limitata e rischia, come è successo in anni passati, di determinare alla fine una nuova e brusca impennata degli aumenti».
«Non merita considerazioni – dice la Cgil – la proposta di Tremonti di sostituire l`euro-moneta con l`euro-carta; inaccettabile la conferma delle previsioni di crescita dell`inflazione per il 2003 all`1,4% del Dpef, quando il tasso reale di quest`anno è al 2,4%. Occorre invece una seria politica di ripresa degli investimenti, una riorganizzazione dei servizi pubblici con il contenimento delle tariffe nell`ambito dell`inflazione, un controllo e monitoraggio costante dei prezzi; vanno modificate le previsioni di crescita dell`inflazione del Dpef che sono irrealizzabili e non attendibili per i rinnovi contrattuali. La Cgil pisana sostiene la protesta e invita i cittadini ad aderire all`iniziativa».
Frattanto a Pisa è nata una importante iniziativa, con la creazione di un osservatorio permanente sull`andamento dei prezzi al consumo promosso dalla «Coalizione dei consumatori» e l`Eurispes.
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