2 Settembre 2014

Anche l’ Umbria è in deflazione

Anche l’ Umbria è in deflazione

PERUGIA – Anche l’ Umbria è entrata in deflazione. Anzi, lo è un po’ più – anche se non di molto della media nazionale. In altre parole, ad agosto 2014 l’ indice dei prezzi al consumo è sceso a Perugia (che rappresenta il punto di riferimento dell’ andamento dei prezzi in Umbria, tanto che storicamente l’ inflazione nella regione non si discosta praticamente mai da quella di Perugia), a livello tendenziale (ossia rispetto ad agosto 2013), dello 0,2%, contro il -0,1% della media nazionale. La deflazione, ossia l’ inflazione negativa, si ha quando il livello medio generale dei prezzi al consumo (calcolata su un paniere tipo di acquisto di una famiglia di impiegati e operai) scende. Una de flazione, quella che colpisce oggi l’ Italia e l’ Umbria, che è figlia della recessione ed è quindi provocata dalla debolezza della domanda. Debolezza che viene confermata dal fatto che in Umbria, secondo l’ associazione dei consumatori Codacons, i saldi estivi che si concluderanno sabato – mostrano un calo tra il 9% e il 12% rispetto a quelli dello scorso anno. Premesso, come detto, che l’ inflazione per cui l’ Istat fornisce dati è quella relativa a Perugia, ma che storicamente non c’ è praticamente divario tra l’ andamento dei prezzi nel capoluogo umbro e quello medio regionale (anche per il peso statistico che Perugia ha sull’ intera regione), ad agosto i listini al consumo sono scesi dello 0,2% (-0,1% la media nazionale ) sia rispetto ad agosto 2013, sia rispetto al precedente mese di luglio (+0,2% la media italiana). A determinare la flessione in Umbria soprattutto il calo dei listini al consumo della voce “comunicazioni” (-8,9%, -9,1% il dato medio nazionale). Giù anche “prodotti alimentari e bevande analcoliche” (-1%), “abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili” (-0,9%), “abbigliamento e calzature” (-0,7%) e “servizi sanitari e spese per la salute” (-0,6%). L’ incremento maggiore lo evidenzia la voce “mobili, articoli e servizi per la casa” (+1,3%), quindi “servizi ricettivi e di ristorazione” (+1,1%), “ricreazione, spettacoli e cultura” (+0,8%), “trasporti “(+0,8%) e “istruzione” (+0,7%). I listini medi al consumo di “bevande alcoliche e tabacchi” sono aumentati dello 0,1%. Su base congiunturale, ossia ad agosto 2014 rispetto al precedente mese di luglio, la flessione maggiore viene registrata da “servizi ricettivi e di ristorazione” (4,7%), “comunicazioni” (-0,8%) e “abbigliamento e calzature” (0,4%). L’ aumento più consistente, invece, riguarda la voce trasporti (+1,8%), seguita da “ricreazione, spettacoli e cultura” (+0,6%).

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