16 Gennaio 2007

Anche in provincia di Caltanissetta il Codacons avvia una campagna per eliminare gli Ato

Anche in provincia di Caltanissetta il Codacons avvia una campagna per eliminare gli Ato definendoli “veri carrozzoni che gravitano sulle tasche dei cittadini“. Nei giorni scorsi è stato l`assessore regionale Paolo Colianni a prendere posizione contro i costi degli Ato idrici e dei rifiuti che secondo l`esponente del Governo Cuffaro andrebbero eliminati. Ora il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanari, attacca: “Secondo la legge, gli Ato dovevano essere 9 in Sicilia, cioè uno per provincia, ma ovvie esigenze politiche per aumentare i posti di sottogoverno li hanno fatti proliferare a 28. Si tratta degli Ato, ambiti per la gestione della raccolta dei rifiuti in tutta l`isola in attuazione della legge Ronchi. E` chiaro che 28 Ato invece che 9 significa 28 consigli di amministrazione con costi di mantenimento sempre più alti“. “Ma la cosa più grave – aggiunge il segretario nazionale del Codacons – è che il servizio mostra evidenti peggioramenti e un contemporaneo aumento delle tariffe, e le società dal canto loro hanno già accumulato debiti che prima o poi gli stessi cittadini saranno chiamati a pagare. Di fronte ad una situazione del genere, che ha visto trasformare, con notevole danno per i cittadini, quello che nelle intenzioni della legge era uno strumento di corretta gestione dei rifiuti in uno strumento politico per spartire incarichi, l`unica cosa è provvedere al più presto alla eliminazione degli Ato. E` altrettanto evidente, che poiché gli incarichi hanno riguardato trasversalmente tutti i partiti, non si sentono voci decise contro questi carrozzoni“. Tanasi lancia quindi una campagna in tutta la Sicilia per l`eliminazione degli Ato perché, così come sono gestiti, continuano a provocare gravi danni alle tasche dei contribuenti. Si riparta da zero con un atto politico coraggioso e si dia il via ad un nuovo processo per l`effettiva applicazione della legge istitutiva secondo le finalità della medesima“. Per quanto riguarda la provincia di Caltanissetta, esistono due società di Ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti (CL1 che raggruppa 15 comuni della zona centro nord del territorio, CL2 che gestisce i restanti Comuni) e un unico Ato idrico per tutta la provincia. Riguardo alla ventilata ipotesi di “tagliare“ gli Ato, il presidente dell`Ato Ambiente CL1, Giuseppe Cimino è dell`avviso che il vero problema non è il numero degli Ato ma la loro funzionalità, e che la prima cosa da fare sarebbe creare ambiti ottimali omogenei per territorio. Poi aggiunge: “Anche all`interno del Governo regionale non c`è una precisa linea di condotta. Da un lato l`assessore Colianni, che vorrebbe eliminare gli Ato rifiuti e idrici, dall`altro il presidente Cuffaro che vorrebbe razionalizzare gli Ato attraverso un disegno di legge specifico, elaborato insieme a una Consulta dell`Anci appositamente costituita per elaborare e avanzare nuove proposte. L`assessore Colianni ha già presentato un emendamento alla Finanziaria regionale per arrivare all`abolizione ma poi cosa succederebbe? Prima di parlare di abolizione, si dovrebbe pensare alla gestione futura. Per quanto riguarda poi gli Ati idrici, c`è poi la ferma presa di posizione di Rifondazione Comunista che considera l`acqua un bene comune. Insomma il problema è soprattutto di origine politica, anche se io penso che la prima cosa da fare sarebbe quella di far funzionare bene gli attuali Ato“. Cimino è per la riduzione degli Ato “perchè il primo beneficio – dice – sarebbe sui costi“, ma poi aggiunge: “I Comuni però devono fare la poro parte per evitare che il costo del servizio gravi tutto sui cittadini. Finchè erano i Comuni a riscuotere il tributo, c`era il concorso del bilancio comunale che ammortizzava il costo per i cittadini. Ora, se i Comuni manterranno la posizione di disimpegno, tutto il costo di gestione degli Ato finirà per gravare sulle tasche dei contribuenti. Cosa che non mi pare giusta. Anche perchè altrove si riesce a mettere in moto la filiera che porta al riutilizzo dei rifiuti, a differenza di quanto sta accadendo in Sicilia“. Il problema è quindi quanto mai complesso, e richiede un immediato intervento da parte della politica. Il ventaglio delle ipotesi è vasto e si parla pure, in caso di scioglimento degli Ato, di trasferimento delle competenze alle Province.

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