2 Agosto 2001

Anche in Italia accolta un?istanza anti-tabacco

UN UOMO MORÌ FORSE PER IL FUMO: IL TRIBUNALE DI ROMA ORDINA UNA CONSULENZA

Anche in Italia accolta un?istanza anti-tabacco

Morì di tumore per le troppe sigarette fumate. Per questo la famiglia ha citato il Monopolio per chiedere un risarcimento. Risarcimento negato, almeno fino ad oggi.

Ed ora la Corte d`appello di Roma, con un`ordinanza, ha riconosciuto la risarcibilità del danno, ordinando una consulenza tecnica d`ufficio per accertare il rapporto causa-effetto tra il fumo e il tumore che ha provocato il decesso di Cornelio Schiaratura. Ecco le parole dei giudici: «Il fumo come è noto è da ricomprendere tra le possibili cause del cancro e statisticamente tale malattia costituisce una delle principali cause di morte per i fumatori. È dunque necessario accertare se il fumo abbia determinato la patologia che ha condotto alla morte lo Schiaratura». La sentenza, la prima emessa in Italia, ricorda molto quelle emesse recentemente da giudici federali degli Stati Uniti che hanno condannato, a risarcimenti miliardari, le multinazionali del tabacco.

Il caso, seguito dai legali del Codacons, riguarda un signore romano, Cornelio Schiaratura, che morì nel `96 all`età di 69 anni.
Ebbene, per tutto questo tempo i familiari si sono battuti per ottenere un risarcimento danni da fumo. Il casò finì in Tribunale.
«Ma allora – come spiega il legale del Codacons, Marco Ramadori – i giudici dissero che era del tutto inutile una consulenza in base al fatto che il fumo è una libera scelta e quindi il fumatore ne accetta i rischi». Ma oggi la situazione è cambiata. «Questa ordinanza – afferma il legale – costituisce una fondamentale vittoria non solo per noi e per i familiari di Schiaratura ma per tutte quelle persone che da anni combattono la loro battaglia contro il fumo».

Sino ad ora, infatti, in Italia, come spiega il legale dell`associazione, «ai giudici non è mai interessato stabilire se il fumo provochi il cancro, in quanto secondo la giurisprudenza italiana, chi fuma »sa a cosa va incontro« e dunque non ha diritto a nessun risarcimento». Con questa ordinanza, che il Codacons definisce «storica», invece, si apre la strada a chi può provare il nesso causale tra fumo e malattia. Cosa accadrà dunque ora? «Il 7 dicembre – prosegue il legale del Codacons – sarà eseguita la consulenza tecnica disposta dalla corte con i consulenti dell`Ente tabacchi, con quelli del Codacons e con i tecnici nominati dalla corte. Ma noi siamo fiduciosi poichè le perizie che abbiamo fatto privatamente dicono chiaro e tondo che lo Schiaratura è morto per il troppo fumo».

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