Anche il Parco Colli non aveva gradito la scelta comunale
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fonte:
- Il Mattino di Padova
ESTE. La decisione del Comune di togliere la frutta biologica dalle mense scolastiche, motivata dalla scarsa reperibilità di prodotti certificati come biologici, aveva innescato un mare di polemiche. Il vicepresidente del Parco Colli Gianni Callegaro, il Comitato «Lasciateci respirare» e il Codacons di Este esprimono disappunto, e si chiedono quali siano stati i reali motivi che hanno portato alla contestata decisione. «Sono sorpreso – spiega l`esponente del Parco – abbiamo finanziato con 2500 euro l`introduzione del biologico nelle mense scolastiche di Este». Miazzi del comitato: «La mancata reperibilità della frutta è priva di fondamento, in netto contrasto con l`ampia disponibilità di prodotti biologici dichiarata dagli operatori del settore. L`assessore Sergio Gobbo, invece di verificare ed eventualmente contestare le dichiarazioni dei fornitori della Cir, si lancia in personali valutazioni che gettano un ombra oscura sulle produzioni biologiche. Le sue considerazioni si basano su singoli episodi, che hanno smascherato le truffe di qualche furbacchione, dove l`intervento dei Nas è stato salutato positivamente degli operatori onesti del settore».
Chiara Crivellari del Codacons rincara la dose: «Le dichiarazioni di Gobbo denunciano la scarsa propensione a verificare le azioni delle aziende pagate con i soldi dei contribuenti».
Callegaro è il responsabile per il Parco Colli di un progetto di riconversione di alcune produzioni tradizionali in biologiche. Insomma ci crede, e dichiara: «Mi sembra impossibile che i prodotti biologici non vengano reperiti. Sul mercato ci sono molte ditte, sediamoci attorno ad un tavolo e reperiamole. Non vorrei che il Comune avesse chiesto un ribasso del prezzo molto elevato e che la ditta non ci stesse dentro coi prezzi». Miazzi è polemico: «Ci dicano gli amministratori di Este le vere motivazioni che hanno portato alla reintroduzione nelle mense di frutta e verdura non bilogica, forse un po` meno costosa ma sicuramente più ricca di didiserbanti e pesticidi. Hanno a cuore la tutela della salute o sono pressati dalla quadratura dei bilanci? Se si tratta del primo caso, forniscano dati e prove certe. Se si tratta di una questione economica, lo si dica, evitando interpretazioni sconsiderate che gettano un inutile discredito sugli operatori del settore». Il Codacons aggiunge: «Chissà se Gobbo ha richiesto l`obbligatorietà di comunicare i nomi delle aziende agricole fornitrici della frutta biologica e la loro relativa certificazione? Cara giunta, visto il dispiacere con cui avevate annunciato il cambio di rotta, perché non avevate anche suggerito alla Cir di chiedere assistenza all`Aiab?».
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