17 Maggio 2005

Anche il cono è “salato“: più 169%

Le associazioni Codacons e Adoc contro il gusto “spalmato“ nella cialda: ci va meno prodotto e non si può controllare la quantità

Anche il cono è “salato“: più 169%

Rincari senza fine e intanto parte la disfida “paletta o pallina“

Basta con i gelati messi sul cono con la “paletta“: per avere la certezza di pagare il giusto prezzo per una data quantità di prodotto, le coppette e le cialde devono essere riempite con le “palline“. Così il costo del gelato dipenderà esclusivamente dal numero di sfere che si sceglie e non ci sarà più il pericolo di chiedere un cono da due euro e rimanere delusi perché è troppo piccolo.
E´ battaglia di gusto e contenuto. Secondo l´Adoc i consumatori di gelato sono costretti a pagare una vera e propria «tassa sul cono»: spalmandoci sopra il gusto scelto con la paletta, insomma, coppe e cialde spesso verrebbero fuori più piccole di quel che dovrebbero. Ipotizzando di acquistare un cono gigante da 12,5 euro, prezzo medio di un chilo di gelato, si finirebbe per trovare sulla cialda solo 968 grammi di prodotto: si pagherebbe così una tassa di 31,25 grammi. In pratica, un cono si paga, alla fine, il 3,2 per cento in più e una coppetta il 2,9 per cento. «La discrezionalità lasciata ai gelatai – spiega Carlo Pileri, presidente dell´associazione che tutela i consumatori – ora deve essere ridotta. La proposta che facciamo all´amministrazione è quella di relazionare il prezzo di un cono con il quantitativo di gelato, composto da palline di misura standard create con l´apposito utensile. I consumatori non sarebbero più costretti a pagare l´odiosa tassa sul cono e i gelatai generosi sarebbero più facilmente riconoscibili».
E quest´anno la tassa sul gelato si aggiunge ai soliti rincari di inizio stagione: secondo un´indagine realizzata dal Codacons risulta che, rispetto al 2001, coni e coppette costano tra il 46 e il 69 per cento in più. Aumenti da capogiro anche per i gelati confezionati che oggi costano tra i 70 centesimi e i 2 euro: dal 94 al 169 % in più rispetto a quattro anni fa. «I prezzi variano molto a seconda delle zone – spiega il presidente Carlo Rienzi – nel Centro storico e nelle zone turistiche i gelati sono più cari e se consumati al tavolino possono arrivare a costare anche 10 euro». Per questo il Codacons quest´anno invita i consumatori a boicottare i gelatai che praticano prezzi eccessivi.
Il caro-gelato trova conferma anche nei dati raccolti dall´Adoc. Le coppe servite al tavolo costano il 142 per cento in più rispetto al 2001: per circa cento grammi di gelato, insomma, si arrivano a pagare 11 euro, quando il costo che il commerciante deve sostenete per aggiungere alla coppetta frutta, cialde e ombrellini è in totale di un euro. «Pur dovendo i baristi spendere per il personale, i tavoli e la pulizia – spiega Pileri – comunque i prezzi sono eccessivi».
Non va meglio per le coppette da portar via: costano tra 1,5 e 4,5 euro, il 94 per cento in più rispetto al 2001. Quanto ai coni gelato, vanno da 1,5 a 3 euro, con un rialzo del 58,4 per cento. È aumentata parecchio anche la panna utilizzata per guarnire i gelati: adesso costa 11,50 euro al chilo, segnando un più 48,4 per cento. Gli aumenti, insomma, continuano ad accumularsi negli anni e rischiano di trasformare il gelato, da uno sfizio da togliersi senza troppi pensieri, in un bene di lusso su cui si riflette prime di decidere l´acquisto. L´Adoc mette in evidenza, infatti, che i prezzi sono aumentati anche rispetto alla scorsa estate. Se l´anno scorso un chilo di gelato costava 11,9 euro ora ne costa 12,5: il 5 per cento in più. In salita anche la panna di circa il 2 per cento, da 11,3 euro a 11,5.

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