5 Marzo 2019

Anche il Comune contro Gaiatto

`ammesse tutte la parti civili: oltre millecento risparmiatori, codacons, federconsumatori e l’ ente locale (danno d’ immagine) `sabato comincerà la discussione: per l’ accusa interverranno il pm monica carraturo e poi il 27 marzo il procuratore tito
\PORTOGRUARO Nessun risparmiatore è stato estromesso dal processo contro Fabio Gaiatto e i sedici coimputati. E in più ci saranno Codacons, Federconsumatori e Comune di Portogruaro. Da recuperare ci sono oltre 30 milioni di euro, ma i conti inglesi della Venice Investment Holding Ltd, dove le vittime inviavano i bonifici, sono vuoti. La Guardia di finanza di Portogruaro continua a indagare e a depositare atti, tanto che nei giorni scorsi, oltre all’ interrogatorio della consulente slovena Marija Rade e i controlli sui conti correnti di alcuni imputati, il procuratore Raffaele Tito ha depositato un’ integrazione sulla rogatoria riguardante i conti esteri delle società di Gaiatto. «Dalla rogatoria – ha spiegato – emerge che in quei conti il denaro c’ era, ma adesso non c’ è più». Al momento per le oltre 1.100 vittime ci sono soltanto i 72.500 euro versati da quattro imputati sul conto corrente aperto a nome del procedimento penale. Con l’ udienza di ieri il processo si è spezzato. Gaiatto è stato ammesso al rito abbreviato: verrà processato solo sugli atti attualmente presenti nei 68 faldoni dell’ indagine. La sua posizione verrà stralciata e definita a giugno. L’ importante, per il gup Eugenio Pergola, era perfezionare l’ udienza preliminare entro il 9 marzo per non lasciar scadere i termini della misura cautelare. Contro Gaiatto c’ è anche Samuele Faè, l’ imprenditore di Caorle arrestato dieci giorni fa nell’ ambito dell’ inchiesta veneziana sui Casalesi e che sostiene di avanzare 6 milioni di euro. «Per il momento non ho nulla da dire – ha riferito l’ avvocato Guido Galletti, difensore del trader di Portogruaro – Una cosa è l’ ammissione di parte civile, una cosa è la prova del danno». Alla prossima udienza – sabato – uscirà dal processo anche chi ha chiesto di patteggiare: la lignanese Najima Romani, compagna di Gaiatto; Massimo Baroni, lombardo di Piario; il triestino Ubaldo Sincovich; la contabile slovena Marija Rade, per la quale l’ accordo con la Procura è ancora in sospeso. Alla luce del nuovo materiale investigativo depositato dalla Finanza di Portogruaro, con la Procura sarebbero state abbozzate altre intese di patteggiamento. Si tratta di un rito alternativo che mette fuori gioco le parti civili, per questo il procuratore pretende il versamento di una somma di denaro da tutti coloro che patteggiano. Sabato comincerà anche la discussione. Il pm Monica Carraturo aprirà il fuoco, seguita il 27 marzo da Tito e dalle prime parti civili. Il 28 marzo concluderanno le parti civili e le difese di coloro che non hanno scelto riti alternativi: Massimiliano Vignaduzzo di San Michele al Tagliamento (avvocato Francesco Murgia), Giulio Benvenuti (Marco Dal Ben), Marco Zussino (Elisabetta Zuliani), Luca Gasparotto (Olga Fabris), Andrea Zaggia, Moreno Vallerin e Daniele Saccon (Chiara Maltese), Claudia Trevisan (Giorgio Dussin, finora mai presente), Massimo Osso (Piergiorgio Sovernigo), Flavio Nicodemo (Nicola De Stefano e Olga Fabris), Massimiliano Franzin (Remo Lot) e Massimo Minighin (Alessia Crapis e Cristiano Leone). Se andranno a giudizio contro di loro ci saranno, oltre ai risparmiatori, anche Codacons con l’ avvocato Daniela Magaraci, Federconsumatori con gli avvocati Roberto Cescutti, Annachiara Tortora e Davide Petralia, e il Comune di Portogruaro, che chiede i danni d’ immagine con l’ avvocato Serenella Giacomel. L’ unico ente escluso è Afue, perchè la sua partita Iva è stata aperta dopo i fatti contestati nel capo di imputazione. I risparmiatori si sono visti sbarrare la via dei risarcimenti solo nei confronti delle società imputate: Studio Holding doo, Venice Investment doo e Venice Investment Group doo. Il gup ha accolto l’ eccezione dell’ avv. Paolo Dell’ Agnolo, basata sul fatto che gli enti possono rispondere unicamente per l’ illecito amministrativo. LA POSIZIONE DELLA ROMANI Si complicano le cose per la lignanese Najima Romani, compagna di Fabio, alla quale a dicembre la misura dei domiciliari è stata aggravata con il carcere. La 32enne ha depositato come pegno un assegno di 5000 euro e un orologio di Cartier: non bastano per abbattere la pena di un patteggiamento. Il suo legale, l’ avv. Elisa Trevisan, è riuscita ad ottenere un patteggiamento allargato: significa che si sfonda il tetto dei 2 anni e non si beneficia della condizionale. La pena è stata fissata in 4 anni e 2 mesi, oltre a 10mila euro di multa. L’ istanza è stata formalizzata in udienza. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
cristina antonutti

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