30 Gennaio 2010

Anche il Codacons Sicilia si congratula con la guardia di finanza

«Assoutenti esprime viva soddisfazione per l’ azione svolta dalla guardia di finanza e dalla magistratura che controlla gli atti amministrativi dei consigli di amministrazione dell’ Ato EnnaEuno Spa». A dichiararlo è il presidente di Assoutenti Pippo Bruno: «Speriamo che dopo aver fatto chiarezza si possa riprendere quel processo virtuoso di buona amministrazione nella gestione dei rifiuti che da sempre abbiamo auspicato, istanza che purtroppo certi "ben pensanti" non hanno mai voluto ascoltare». «Siamo rimasti soli in questa nostra battaglia – conclude Pippo Bruno – ma era ed è la battaglia del popolo della provincia di Enna che grazie alla Magistratura farà emergere la giustezza delle nostre posizioni. Non sempre la verità è dei molti, spesso questa appartiene ai pochi. Come sempre ribadiamo la piena fiducia nella Magistratura e nelle forze dell’ ordine affinché anche nella nostra provincia possano emergere le regole della legalità, e del buon governo». Anche il Codacons Sicilia si congratula con la guardia di finanza per l’ esito dell’ operazione a carico dell’ Ato di Enna. Il Codacons annuncia tramite l’ avvocato Isabella Altana, penalista e vicecoordinatore dell’ ufficio legale regionale, che presenterà «un esposto denuncia per accertare oltre ai reati societarii contestati dalla Procura di Enna anche i reati di truffa ai danni dello Stato. Laddove questi soggetti verranno rinviati a giudizio anticipiamo sin d’ ora che il Codacons si costituirà parte civile al fine di tutelare gli interessi dei cittadini». «La EnnaEuno S.p.a in liquidazione che rappresenta proprio i cittadini – dice il Codacons – è una società per azioni costituita tra la Provincia Regionale di Enna e i Comuni dell’ Ambito Territoriale Ottimale – Ato En1 -, per la gestione integrata dei rifiuti della Provincia Regionale di Enna. Alla luce degli accertamenti condotti dalle fiamme gialle sono state ipotizzate una serie di falsità nei bilanci e nelle comunicazioni sociali della società. Nel corso delle indagini è emerso che parte delle somme, anche milioni di euro, sono state destinate a finalità diverse rispetto a quanto previsto dal decreto di concessione».

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