11 Febbraio 2005

Anche il Codacons si mobilita: manifesti contro la febbre del gioco

Anche il Codacons si mobilita: manifesti contro la febbre del gioco

Maghi a conclave per i numeri ritardatari

Al Codacons le avevano provate tutte per porre fine alla psicosi dilagante da 53: persino una convocazione straordinaria di maghi e fattucchiere in grado di prevedere l`uscita del numero in questione. Operazione riuscita. Adesso che finalmente l`incubo è cessato, almeno per il momento, in attesa di nuovi “ritardatari“, l`associazione ha in mente una serie di inziative che potranno garantire una tutela maggiore per i consumatori. «Pensiamo, come per il fumo, di mettere manifesti contro il gioco d`azzardo anche in città» spiega il responsabile regionale Giovanni Sedda, «una specie di campagna di prevenzione analoga a quella contro le sigarette. Non è possibile che l`estrazione di un numero in quello che dovrebbe essere solo un gioco possa scatenare simili conseguenze. Quando entrano in ballo stragi in famiglia, usura, bancarotta e suicidi lo Stato deve intervenire anche se il conflitto di interessi, così come per la legge antifumo, è evidente». Imparare a darsi dei limiti senza mettere a rischio la propria serenità e quella dei familiari quindi, «perché chi diventa schiavo del gioco d`azzardo fa del male anche a chi gli sta intorno». In città, così come a Quartu, hanno preso il via al Sert le cure riabilitative per i pazienti che soffrono di questa tipologia, e questo mentre le associazioni di volontariato attive da sempre nel sociale denunciano un aumento preoccupante dei casi di depressione e atti suicidi derivanti da dipendenza da gioco d`azzardo. Renzo Marongiu è presidente di Acat Cagliari, associazione dei club degli alcolisti anonimi: «Noi abbiamo una equipe formata da 13 tra medici e operatori che opera quotidianamente con i pazienti, e gli ultimi dati in nostro possesso ci riferiscono di un aumento di casi di dipendenza da videopoker e lotto del 10 per cento, soprattutto tra i ragazzini e nei giovani fino ai 35 anni. La percentuale invece cala leggermente con l`avanzare dell`età». Il lotto stesso, secondo Marongiu, «è il simbolo del disagio economico familiare e sociale. La ricerca esasperata di una sistemazione definitiva per sé e per la famiglia o di una rivincita nei confronti della società sono molle irresistibili per i soggetti a richio. Abbiamo constatato poi che spesso il gioco d`azzardo è collegato direttamente all`alcolismo. Dei nostri pazienti attualmente sotto programma almeno 6 sono afflitti da questa duplice patologia»

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