3 Novembre 2010

“Anche i morti pagano le tasse!”.

 Lauro. «Anche i morti pagano le tasse!». Non è il titolo di un romanzo, bensì l’esclamazione, tristemente ironica, di quei tanti cittadini che, tra i giorni dei Santi e dei Morti, si sono soffermati dinanzi l’ingresso principale del Camposanto, sito tra le frazioni di Migliano e Pignano, per leggere la nota comunale che avvisa l’entrata in vigore della tassa di manutenzione cimiteriale, con la quale s’impone il pagamento mensile di 3 euro, per il possesso di un loculo, e di 7 euro per quello di una cappella. Una nuova imposta, dunque, grava sui cittadini di Lauro, già costretti a pagare una Tarsu altissima, e l’addizionale Irpef e l’Ici sulla seconda casa ai massimi. L’imposta, approvata nell’aprile 2009 dalla giunta di Vito Bossone, sfiduciata lo scorso luglio per la mancata approvazione del bilancio, fu duramente criticata dal consigliere comunale, Pasquale Colucci, che la definì ingiusta e inapplicabile, «in quanto il costo del servizio di manutenzione cimiteriale era da ritenersi già compreso tra i costi della Tarsu, visto che il personale addetto alle pulizie veniva pagato con i relativi proventi». Accantonata per oltre un anno e mezzo, trova oggi concreta applicazione per volere del commissario prefettizio, Francesco Ricciardi, impegnato nell’ardua risoluzione del dissesto comunale per un debito finanziario che sembra superare i dieci milioni di euro. Immediato il disappunto di diversi esponenti politici locali, tra cui Giacomo Corbisiero, componente del comitato politico provinciale di Sel, il quale condanna duramente i vecchi amministratori per aver ideato una tassa che non sembra trovare applicazione in altri comuni, invitando il Commissario prefettizio ad essere «meno burocrate e più sensibile alla gente, visto il momento di crisi attuale». Ben più dure le critiche dei cittadini, che definiscono l’imposta «una vera e propria tassa della vergogna, che fa riflettere su quanto sia caduto in basso il nostro paese». In attesa di chiarimenti, da parte del commissario Ricciardi, e nella speranza di un suo immediato dietrofront, c’è già chi si mobilita per interpellare il Codacons regionale.

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