6 Marzo 2007

Anche i lavoratori di Dolce&Gabbana contro lo spot-stupro

Anche i lavoratori di Dolce&Gabbana contro lo spot-stupro
Assemblea dei tessili Cgil, Cisl e Uil: lo devono ritirare o l`8 marzo boicottiamo i prodotti

È sempre polemica sull`ultima campagna pubblicitaria di Dolce & Gabbana, quella con la donna tenuta a terra da un uomo, mentre altri quattro stanno lì impalati, genere “voyeurs“. Cgil, Cisl e Uil dei tessili, dopo l`assemblea dei lavoratori della casa di moda, hanno lanciato l`appello per il ritiro immediato della campagna, definendo “inaccettabile – si legge in una nota – il richiamo degli stilisti alla libera espressione artistica per una campagna che fotografa un esplicito riferimento allo stupro di gruppo, rendendolo accettabile grazie a quei canoni estetici vincenti che diventano spesso modelli di riferimento“. Senza il ritiro, i sindacati intendono organizzare per l`8 marzo, il giorno della festa delle donne, un`iniziativa pubblica presso i punti vendita, invitando a non acquistare Dolce & Gabbana. Contro il “manifesto-schifezza“ (così lo definiscono) vanno alla guerra anche le donne di Bologna. Per ora la protesta corre “in rete“: sono 500 le firme raccolte sotto forma di e-mail che fanno a pezzi lo spot. Possibili un boicottaggio degli acquisti e sit-in davanti ai negozi. Franca Chiaromonte, parlamentare dell`Ulivo, lancia una provocazione: “Diffondere i manifesti, ma contrassegnandoli da una scritta: “Questa è violenza: non abituiamoci““. “Mi corre l`obbligo – continua – proprio nella settimana che porterà all`8 marzo, riaffermare l`importanza che le istituzioni tengano alta l`attenzione: così si può aiutare a difendere le donne dalle violenze che subiscono in maniera quotidiana“. La campagna suscita anche incredibili reazioni. Come quella del Codacons che, per difenderla, dice tra l`altro che “la protagonista della foto appare vestita in modo elegante (ci mancherebbe, si tratta di una casa di moda, ndr), trattenuta da uomini bellissimi che di certo non hanno bisogno di ricorrere allo stupro per possedere una donna“. A parte l`uso dell`ultimo verbo, è noto, in effetti, che a spingere un uomo allo stupro è il suo scarso allure.

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