28 Giugno 2008

Anche chi ha venduto può agire contro la banca per un risarcimento pari alla perdita


Ad integrazione del comunicato stampa emesso nei giorni scorsi, il Codacons sottolinea che le azioni contro il proprio istituto di credito potranno essere promosse anche da coloro che hanno già ceduto i bond argentina al fine di ottenere un risarcimento danni pari alla differrenza tra il prezzo originario di acquisto e quello a cui gli stessi bond argentina sono stati ceduti. Questo ulteriore elemento riporta alla quasi totalità degli investitori originali in bond Argentina il numero di coloro che potrebbero agire contro gli istituti di credito che cedettero senza le dovute accortezze e senza il rispetto delle normativa Consob i titoli ai risparmiatori. L`esame delle pratiche sottoposte al Codacons in questi mesi denota tra l`altro un preoccupante dato legato all`elevato numero in percentuale di firme false riscontrate e periziate come tali sui contratti di acquisto o sulla restante documentazione a corredo dell`operazione finanziaria e dall`altro un grave fenomeno di disinformazione di alcuni istituti di credito o di filiali degli stessi, che ai risparmiatori che chiedono copia dei documenti relativi agli acquisti dei bond Argentina al fine di verificare la possibilità di agire contro la banca, si sentono rispondere che ormai è passato troppo tempo e che non possono più fare nulla o che non possono agire in quanto hanno aderito all`azione collettiva contro lo Stato Argentina, ovvero ancora perchè hanno accettato il concambio. Tutto questo non è vero ma solo i più accorti si rivolgono al Codacons e prendono atto con stupore che quanto gli stato riferito in banca è falso. Numerose le sentenze che hanno dato piena ragione ai risparmiatori: l`ultima, in ordine di tempo, quella del Tribunale di Roma (Sez. III, Giudice Antonella Dell`Orfano) che ha accolto le istanze di una signora 80enne, difesa dall`avv. Tabano del Codacons, che aveva investito tutti i risparmi di una vita in Bond Argentina. Il Tribunale non solo ha dato ragione all`anziana donna, ma ha condannato la Banca del Fucino a rimborsare il 100% dell`investimento, pari a 32.466 euro, più gli interessi, e a risarcire le spese legali per un importo pari a 4.300 euro. Il caso è emblematico delle caratteristiche di gran parte degli investitori danneggiati dal default dei bond Argentina e fa comprendere come questo tipo di persone non sia in grado di venire a sapere dell`esistenza di un proprio diritto che può essere attivato contro il proprio istituto di credito. Le sentenze dei Tribunali dell`Emilia Romagna sono in gran aprte favorevoli ai risparmiatori e l`80% delle vertenze non arrivano a sentenza in quanto gli istituti di credito citati in giudizio pagano gran parte di quanto gli viene chiesto chiudendo così la vertenza con l`unica richiesta di non rendere pubblico l`accordo che chiude la singola vertenza .

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