Ancelotti punta tutto sul solito Milan
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fonte:
- Corriere della Sera
«Perché dovremmo cambiare modulo e atteggiamento? Vedo nella squadra la giusta tensione»
MILANO – Silvio Berlusconi: assente. Siccome politicamente il momento non è dei migliori, il derby numero 261 potrebbe servire a limitare le amarezze calcistiche del patron rossonero e in questa direzione va l?impegno di Carlo Ancelotti («Speriamo di fargli un bel regalo sportivo»). In compenso per uno che sceglie il basso profilo, c?è sempre qualcuno che cerca di stravincere. Nella circostanza si segnalano quelli del Codacons, che protestano accusando Milan e Inter di avere fissato prezzi identici per la sfida di stasera e per quella di martedì. «È una cosa mai vista» strillano e in effetti quando mai s?era visto che due squadre della stessa città, accasate nello stesso stadio, giocassero una partita lunga centoottanta minuti? Soltanto due anni fa. E stavolta, come allora, il derby di Champions League si articolerà in due tempi: andata e ritorno. Partita (idealmente) unica e dunque anche prezzi dei biglietti identici. Dov?è lo scandalo? Certo, nessuno regala niente, tanto è vero che quello di stasera sarà incasso-record, almeno sul versante milanista, con 3 milioni e 200 mila euro (6 miliardi delle vecchie lire), e i bagarini spudoratamente impazzano (perché il Codacons non si attiva su questo fronte?), ma le leggi dello spettacolo sono impietose. Fossero stati disponibili duecentomila tagliandi, Milano li avrebbe bruciati tanto all?andata quanto al ritorno. E del resto perché mai 45 tv del mondo, 300 giornalisti e un centinaio di fotografi si sarebbero scomodati per coprire l?avvenimento se non ne fosse valsa la pena? Il derby di Milano è unico, figuriamoci un derby in chiave europea. Dice Adriano Galliani: «La sola città che in questo momento può competere con Milano è Londra». Perfeziona Carlo Ancelotti: «Il derby è sempre una bella festa e qui a Milano c?è molta civiltà e molta correttezza». Parole sante.
Anche la marcia di avvicinamento alla gara è stata tutto sommato corretta. Polemiche zero, pressione poca. In fondo pure da questi particolari si evince l?unicità di Milaninter (o Intermilan). Nel caso dei campioni d?Italia l?atmosfera controllata della vigilia è forse il riflesso di una maturità ormai consapevole: nello spazio di un biennio il Milan ha infatti vinto tanto e ora il suo gioco è diventato una perfetta sintesi tra praticità e spettacolo soprattutto grazie a una blindatura difensiva efficacemente fotografata dai numeri: 3 soli gol incassati in 10 vittoriosi incontri (nel conteggio non è ovviamente incluso l?incidente di percorso di Udine, in Coppa Italia). «La squadra sta bene e l?ambiente è sereno – conferma Ancelotti -. Quindi anch?io sono sereno. Pure la tensione è giusta, c?è molta meno preoccupazione rispetto a due anni fa: è stata una vigilia ben preparata. La corsa sull?altro fronte, quello dello scudetto in campionato, contribuisce parecchio». Dubbi di formazione non ce ne sono (Shevchenko sarà regolarmente in campo dall?inizio a 46 giorni di distanza dal terrificante incidente del 19 febbraio e lui all?Inter ha già «regalato» 11 gol) e neppure incertezze sul «taglio» da dare alla sfida: «L?aspetto tattico non sarà trascurabile e neppure uno 0-0 sarebbe disprezzabile visto che a decidere sarà la sfida di ritorno. Insomma, non credo ci sarà spregiudicatezza anche se, viste le loro caratteristiche, le due squadre cercheranno di fare la partita. Per quanto ci riguarda, noi giocheremo come sempre, non cambieremo certo perché c?è l?Inter. A decidere incontri come questo è sempre lo stato d?animo: tutti daranno il massimo ma non è detto che tutti riusciranno a tirare fuori il meglio».
Sicurezza, dunque. E grande determinazione. Senza squilli di trombe, peraltro nella consapevolezza che, a questi livelli, il confine tra vittoria e sconfitta è sempre più sottile. Esempio: se non fosse venuto rocambolescamente a capo dell?Inter nell?euroderby del 2003 (0-0 e 1-1), forse oggi Carletto nostro non sarebbe qui a gigioneggiare grazie alla forza dei nervi distesi («Non so cosa sarebbe accaduto in caso di eliminazione, sinceramente resta un punto interrogativo ma non ci voglio neppure pensare»). E invece eccolo procedere spedito a caccia di motivazioni: «Il Milan di oggi è più forte rispetto a quello di due anni fa. Abbiamo maggiore esperienza e sono arrivati giocatori nuovi. Nel 2003 Pirlo era infortunato, stavolta ci presentiamo meglio. Se il Milan giocherà al massimo delle sue possibilità, saremo noi a passare il turno. E siccome penso che giocheremo al massimo…». Sicurezza fino a fare rima con sfrontatezza? È da un po?, diciamo dai giorni della sfida con il Manchester United, che Ancelotti va raccontando in giro: «A vincere la Champions League sarà una squadra che inizia per M… Quante squadre con la M sono ancora in corsa?». Risposta: Milan e, tirandolo per i capelli, Bayern (Monaco)…
L?equilibro generalizzato che il tecnico rossonero legge nella sfera di cristallo di questo terzo derby stagionale è sostanzialmente confermato dagli scommettitori: il risultato meno quotato (perché più gettonato) è infatti l?1-1 (pagato 5,50), seguito a ruota dall?1-0 (quota 6,50) mentre tanto lo 0-0 quanto un successo milanista per 2-0 o 2-1 meritano una quota di 7,50. Quota decisamente più alta (9,00) per un eventuale 1-0 a favore dell?Inter per il quale, quasi senza saperlo, si era candidato Sinisa Mihajlovic («Datemi tre calci di punizione e un gol lo faccio»). «Ma noi – chiosa Ancelotti – non ci dobbiamo preoccupare troppo di Mihajlovic, Martins e Veron perché dopo si crea pessimismo. Punizioni? Abbiamo allenato tutta la settimana Dida con Pirlo. Però, per fare come Mihajlovic, lo abbiamo fatto tirare con il sinistro che non è il suo piede. Speriamo serva lo stesso…».
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