5 Settembre 2015

Anatocismo, stop agli interessi sugli interessi

Anatocismo, stop agli interessi sugli interessi

il cdm blocca la pratica sulle cartelle esattoriali esultano i consumatori, ma resta il nodo banche
ROMA – Anatocismo, altro stop. Stavolta, è l’ auspicio di imprese e famiglie, definitivo. Il Consiglio dei ministri, esaminando il decreto attuativo della legge fiscale sulla semplificazione della riscossione, ha infatti eliminato la norma che prevedeva, in caso di rateizzazione delle somme iscritte a ruolo, il pagamento degli interessi sugli interessi e di quelli sulle sanzioni. I decreti attuativi della delega fiscale, che dovrebbero essere definitivamente approvati dal Parlamento entro il 25 settembre, oltre a ridurre l’ aggio (compenso dovuto a Equitalia per le atti vità di riscossione) dall’ 8 al 6%, cancellano definitivamente la volontà di reintrodurre l’ anatocismo bancario, diventato illegale dal 1 gennaio 2014 su qualsivoglia forma di finanziamento, eppure praticato dalle banche, che saranno ora chiamate a rifare i corretti conteggi da quella data e restituire il maltolto. Per comprendere meglio cosa significhi la fiorente attività di capitalizzare gli interessi sommandoli al capitale, basti vedere i crudi numeri: per compensare la perdita di entrate di Equitalia, l’ Agenzia delle Entrate (sua controllante al 51%) le dovrà erogare per il triennio 2016-2018 un contributo di 125 milioni di euro (40 milioni per il 2016, 45 milioni per il 2017, e 40 milioni per il 2018). Un dietrofront, quello del Governo (che ha così accolto varie istanze parlamentari) che arriva proprio mentre da Bari Adusbef ottiene una nuova vittoria nelle aule di Tribunale nella battaglia contro l’ anatoci smo. Il giudice Rosanna Angarano “Buco” da 125 milioni Stop agli interessi sugli interessi per Equitalia ha infatti condannato Banca Anton veneta a risarcire un’ azienda per 58mila euro con la maggiorazione di interessi per oltre 12mila euro. Esultano le associazioni dei consumatori, che però invitano aziende e famiglie a non abbassare la guardia nei confronti degli istituti di credito supportati da Bankitalia, che tenta di reintrodurre il sistema degli interessi sugli interessi, nonostante le continue sentenze contrarie. «Se il Governo – commentano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori – è riuscito finalmente a comprendere che un sistema anatocistico-usurario, seppur legalizzato da norme, produce ingiusti vantaggi a banche, finan ziarie ed altri soggetti e perfino agli esattori di Equitalia, procurando simmetrici danni ad utenti, Pmi, famiglie e consumatori che lo subiscono, non si comprendono le ragioni e le forzature della Banca d’ Italia, la cui terzietà ed indipendenza dalle banche socie è stata irrimediabilmente compromessa da un accanimento degno di miglior causa, specie nel delicato settore della vigilanza bancaria». «Ora si apre il problema del riconteggio delle somme da restituire a imprese e famiglie – aggiunge Lanutti – perché le banche hanno continuato a praticare l’ anatocismo anche dopo il 1 gennaio 2014». E per ottenere la restituzione di queste somma? «L’ azione collettiva – chiarisce Lanutti – non si può fare. Serviranno quindi azioni singole: se la banca non vorrà provvedere alla restituzione in via bonaria, occorrerà ricorrere al giudice. Ma gli esiti, a questo punto, sono scontati». Anche il Codacons, se da una parte esulta per l’ eliminazione dell’ anato cismo sugli interessi esattoriali, dall’ altra sottolinea come il problema permanga nel sistema bancario «approfittando della mancata deliberazione del Cicr (Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio) – evidenzia il presidente Carlo Rienzi – che deve regolare la produzione degli interessi nelle operazioni bancarie».

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