25 Novembre 2004

Anatocismo, pronte le prime richieste collettive




Dopo la sconfitta in Cassazione, le banche hanno annunciato di ricorrere alla Corte Costituzionale e alla Corte di giustizia europea. Una decisione che tuttavia non ha bloccato le iniziative delle associazioni dei consumatori che stanno continuando a portare avanti i ricorsi per la pratica dell?anatocismo. La richiesta è chiara: le banche devono risarcire ai clienti quanto trattenuto nel corso dei dieci anni precedenti al 1999, cioè fino a quando gli istituti di credito hanno capitalizzato trimestralmente gli interessi passivi e annualmente invece quelli dei correntisti in attivo.

I consumatori si dicono tranquilli e convinti che nessun Tribunale possa dar ragione agli istituti di credito, mentre una valanga di ricorsi contro le banche sta arrivando sui tavoli delle associazioni.

Le prime stime fornite dall?Adusbef calcolano in 63 miliardi di euro la somma da rimborsare. Una valutazione che invece, secondo il presidente dell?Associazione, bancaria (Abi), Maurizio Sella, è decisamente eccessiva. Inoltre Sella ha ribadito che il sistema bancario ha tenuto un comportamento legittimo, dal momento che per decenni e fino al 1999 – ha sottolineato il presidente dell?Abi – la Corte di Cassazione, con svariate pronunce, aveva costantemente riconosciuto la legittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi.

Dichiarazioni a cui risponde il presidente dell?Adusbef, Elio Lannutti, il quale chiede alle banche italiane di ?risarcire gli interessi illegali anatocistici?, anche sulla scia dell`allarme lanciato dalla Bce sull`insufficienza degli accantonamenti fatti dal sistema bancario.

In proposito i Consumatori si dicono pronti a trattare. ?Se le banche – spiega Lannutti – dovessero dimostrare meno ottusità e arroganza, possono negoziare una congrua riduzione? anche attraverso l`emissione di certificati di debito semestrali, risarcibili con rate fino a 60 mesi. L`associazione, peraltro, si dice disponibile a trovare un accordo fino al prossimo 7 dicembre.

Lannutti ha anche annunciato che in questi giorni sono partite le prime richieste collettive di risarcimento. Adusbef e Codacons hanno, infatti, ?intimato al Monte dei Paschi di Siena di risarcire d`ufficio i correntisti che hanno subito l`illegale prassi usuraria dal 1952“.
E in merito a questa richiesta, Lannutti ricorda che qualora non ci fosse una risposta da parte dell?istituto di credito, ?scatteranno gli atti di citazione e, forti delle due sentenze del Tribunale di Torino contro il SanPaolo e del Tribunale di Milano contro la Banca Popolare di Milano, le associazioni dei consumatori contano di ottenere la terza vittoria che imporrebbe il risarcimento automatico per i correntisti.

Infine, l`avvocato Sergio Scicchitano, delegato del sindaco di Roma alla tutela dei consumatori e degli utenti, fa notare che il ricorso delle banche al giudizio di legittimità costituzionale è una prova del fatto che il sistema bancario non ?vuole mollare?. Ma Scicchitano ha anche spiegato che la Consulta, abrogando il decreto legge secondo il quale l`illegittimità dell`anatocismo non aveva effetto sul passato, ha già stabilito che gli istituti di credito debbano pagare.



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