21 Gennaio 2011

Anas, si pagherà anche per il Gra Matteoli: “In corso approfondimento”

Un tratto dell’ autostrada Salerno-Reggio Calabria e il Grande raccordo anulare di Roma dovrebbero rientrare nella lista delle tratte di strade e autostrade Anas a pedaggio dal 1 maggio prossimo. La notizia, data dal presidente Anas Pietro Ciucci ha fatto ripartire la polemica su quello che il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, definisce un "iniquo balzello", contro cui si dice pronto "a ripresentare un ricorso al Tar. Ciucci ha tuttavia precisato che non c’ è ancora nulla di deciso e si è in attesa della presentazione del decreto del presidente del consiglio dei ministri. A stretto giro di posta è arrivata anche la precisazione del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che ha affermato che le notizie al momento "non trovano fondamento". "E’ in corso un approfondimento – ha chiarito il ministro – tenendo conto anche delle istanze degli enti locali ed in particolare di coloro che utilizzano le autostrade con frequenza, per motivi di lavoro o per collegamenti nell’ ambito urbano. Dopo questa fase si procederà a redigere il testo definitivo del Dpcm che in atto è in elaborazione". Nel decreto dovrebbero essere indicati oltre 1.200 chilometri da sottoporre a pedaggio su un totale di 1.300 chilometri in gestione Anas. Alemanno e Polverini. "Siamo pronti a sostenere il ricorso al Tar, annunciato oggi dalla Provincia di Roma", ha subito dichiarato il sindaco di Roma. "Ribadisco che i romani non pagheranno il Raccordo. Vogliamo però intervenire – ha affermato il sindaco – anche a tutela dei pendolari e di tutti coloro che utilizzano questa strada con frequenza, per motivi di lavoro o di studio". "Noi – ha aggiunto Renata Polverini – stiamo già chiedendo un tavolo al ministero per vedere in maniera più specifica la questione dei pendolari, perché mi pare che per quanto riguarda i romani non ci siano problemi. Chiaramente noi abbiamo il dovere di garantire anche ai pendolari la gratuità del Gra. Su questo mi pare di aver letto che il ministro Matteoli parla di tempi per approfondire, quindi cercheremo di occuparci della questione insieme a loro nei prossimi giorni". A chi le chiedeva che fine avesse fatto l’ idea di regionalizzare la strada, il governatore ha risposto: "E’ ancora lì, non ci è stato detto di no. Noi l’ abbiamo comunicato formalmente, quindi al di là della convinzione politica c’ è una lettera inviata che pone la questione anche sul piano burocratico-amministrativo". I consumatori. Sul piede di guerra il Codacons: "Qualora la sciagurata idea di predisporre pedaggi dovesse divenire realtà, metteremo in campo azioni di protesta da parte dei cittadini, e inviteremo gli automobilisti a rifiutarsi categoricamente di pagare qualsiasi pedaggio, fornendo assistenza sul piano legale e dimostrando l’ illegittimità di tale balzello", ha tuonato Carlo Rienzi. "Trasformare il Gra in una arteria a pagamento è una idea folle oltre che illegittima – ha spiegato Rienzi – Folle perché determinerebbe il blocco totale della circolazione nella capitale, con gli automobilisti che, pur di non pagare l’ ennesimo balzello, utilizzerebbero strade alternative, che di certo non sono in grado di reggere il traffico del Grande Raccordo. Illegittima perché i cittadini già pagano le infrastrutture stradali attraverso una miriade di tasse, a partire da quelle sulle retribuzioni, tasse che servono anche a finanziare tali servizi. Il pedaggio sul Gra sarebbe quindi una duplicazione assurda di un qualcosa che si è già pagato". Sulla base queste motivazioni, il Codacons presenterà inoltre un nuovo ricorso al Tar del Lazio.
 

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