14 Gennaio 2019

Analisi sui cumuli di alghe prima della rimozione

atto formale delle associazioni ambientaliste per sgombrare ogni dubbio codacons, fedeparchi, grig, italia nostra, lipu e wwf sollecitano la bonificaalghero»indagini
ALGHERO Un atto formale per chiedere alle istituzioni «di effettuare tutte le verifiche e gli accertamenti necessari per poter procedere nella maniera più appropriata alla bonifica dei tre siti di stoccaggio». Codacons, Ferderparchi, Gruppo Intervento Giuridico, Italia Nostra, Lipu e WWF hanno inoltrato una richiesta di informazioni ambientali sui tre siti di stoccaggio della posidonia ubicati nel litorale del comune di Alghero. La richiesta è stata inviata all’ assessore regionale all’ Ambiente, al sindaco di Alghero, al Dipartimento Arpas della Sardegna e alla direzione dell’ Arpas di Sassari. I rappresentanti delle sei associazioni ambientaliste – con particolare riferimento al sito di stoccaggio ubicato tra il molo di sottoflutto del porto di Alghero e il canalone di San Giovanni – hanno chiesto che vengano effettuati «accurati esami fisico-chimici al fine di individuare eventuali presenze di inquinanti».L’ ipotesi sostenuta è che attraverso il canalone, nel corso degli anni, potrebbero essere state scaricate in mare sostanze inquinanti di varie natura e i residui potrebbero essersi fissate proprio nell’ accumulo di posidonia.Una indagine necessaria, quindi, per trovare certezze e sgombrare il campo da valutazioni superficiali e non sorrette da valenza scientifica. «Le analisi certificherebbero, in maniera documentaria, lo stato reale e fugherebbero qualsiasi dubbio. In caso venissero riscontrati inquinanti (si pensi solo a plastiche o microplastiche) l’ accumulo andrebbe rimosso con le opportune metodologie. Al contrario, invece, si certificherebbe la salubrità dell’ accumulo di posidonia e la conseguente modalità di rimozione, utilizzo o smaltimento». In subordine, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste – qualora fossero già stati eseguiti esami fisico-chimici – hanno chiesto di acquisire gli atti. E c’ è da dire che proprio sui siti interessati dalla posidonia c’ era già stata una indagine da parte dei carabinieri del Noe di Sassari.Le e associazioni ambientaliste – già nelle settimane scorse – hanno stigmatizzato la situazione del “caso Alghero” in relazione alla gestione degli accumuli di posidonia sul litorale comunale realizzati a san Giovanni, Maria Pia-Cuguttu e Punta Negra, nati come sistemazione temporanea, poi diventati accumuli perpetuatisi negli anni, e chiesto la bonifica dei siti.

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