9 Aprile 2021

Anac, rilievi su prezzo banchi monoposto, atti a Corte conti (2)

Nessuna violazione ma costo per unità più alto delle stime
ROMA
(ANSA) – ROMA, 09 APR – L’istruttoria è partita da una segnalazione del Codacons, alla magistratura contabile e all’Anac, sulla gara indetta dal Commissario, che all’epoca era Arcuri, per i banchi monoposto e di “tipo innovativo”, su richiesta del Miur. Si prevedeva di comprare 3 milioni di banchi in totale, poi la necessità è stata meglio precisata in base alle richieste delle scuole: circa 2 milioni di banchi monoposto e 400mila innovativi. Alla fine anche la spesa totale è stata inferiore a quella del bando, in partenza 610 milioni. Ma i rilievi dell’Anac riguardano il prezzo medio per unità rispetto alle stime compiute. L’iter si è svolto con i poteri attribuiti al Commissario, in deroga alle normali procedure. E’ stato complesso, in ragione dei tempi ristretti e della difficoltà a reperire sul mercato le forniture in tempo per la partenza dell’anno scolastico. Non era stato indicato alcun valore a base d’asta, ma – come ricostruito dal Commissario nel corso dell’istruttoria dell’Anac – è stata condotta un’indagine di mercato, che ha rilevato prezzi molto variabili fra prodotti apparentemente analoghi, a seconda dei modelli e degli stock disponibili. La struttura commissariale ha chiarito che per tale imponente richiesta il mercato ha avuto non poche difficoltà, che si sono riverberate sia sulla tempistica che sui costi di produzione e consegna. L’Anac ne ha preso atto, ha tuttavia evidenziato che “per quanto riguarda i banchi e le sedute tradizionali il prezzo di affidamento si è rivelato in media superiore a quello stimato. Per i banchi monoposto era stata infatti stimata una spesa media di 75 euro, mentre il prezzo medio di aggiudicazione ammonta a 93,4 euro; per le sedute tradizionali era stata stimata una spesa media di 45 euro mentre il prezzo di aggiudicazione ammonta a 58,7 euro. Per le sedute innovative invece il prezzo di affidamento risulta in media inferiore a quello inizialmente stimato (219,75 euro a fronte di 307 euro)”. Da qui la conclusione: tenuto conto dei poteri derogatori del Commissario, “non sono emersi nel corso dell’istruttoria elementi idonei a confermare la violazione dei principi di economicità e buon andamento dell’azione amministrativa”, ma la fornitura “sembrerebbe essere avvenuta ad un prezzo in media superiore a quello stimato”. (ANSA).

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