Anac: «Camici, Fontana era in conflitto di interessi»
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fonte:
- Corriere della Sera
Attilio Fontana per l’Anac avrebbe dovuto astenersi per evitare il conflitto di interessi familiari sui camici del cognato. L’emergenza Covid «non ha sospeso l’efficacia della disciplina del conflitto di interesse»; «dati i poteri in astratto esercitabili dal presidente della Regione Lombardia» nella fornitura nell’aprile 2020 di 513.000 camici, affidata in via diretta dalla società degli acquisti regionali Aria spa alla società Dama spa del cognato (al 90%) e della moglie (al 10%) del presidente della Regione, l’Anac nazionale anticorruzione scrive che «sarebbe stata quantomeno opportuna» doppia iniziativa di Fontana: e cioè «una dichiarazione preventiva sulle partecipazioni del proprio coniuge», «la successiva astensione dall’individuazione degli operatori ai quali affidare la fornitura» una volta che tra le imprese propostesi «c’era anche quella riconducibile alla famiglia della moglie». La delibera (inviata al Codacons autore del quesito, ad Aria spa e in Procura) aggiunge però che, poiché in tema di conflitto di interessi l’Anac «non dispone di specifici poteri di intervento e sanzione», in concreto «non può che prendere atto della riferita» (da Fontana) «insussistenza di un ruolo del presidente della Regione»: il quale ha «risposto di non aver svolto in concreto alcun ruolo sia nell’affidamento che nella scelta». Giova invece a Fontana l’Anac laddove «non ravvisa criticità o anomalie» nel diretto affidamento senza gara a Dama, cioè «nell’operato (conforme a normativa eccezionale) della stazione appaltante» regionale Aria: infatti, deroga all’ordinario iter di gara, e in ragione dell’urgenza per gli affidamenti diretti, è stato utilizzato un modulo semplificato al massimo, proprio per garantire speditezza e flusso continuo di approvvigionamento». Luigi Ferrarella lferrarella@
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