28 Dicembre 2010

Ammissibile la prima class action in Italia

Ammissibile la prima class action in Italia

MILANO Canta vittoria il Codacons. Per la prima volta in Italia (poco tempo fa la Corte d’ appello aveva confermato il giudizio di inammissibilità per un’ altra azione collettiva di Codacons contro Banca Intesa Sanpaolo) un tribunale, ha annunciato l’ associazione dei consumatori, ha dichiarato ammissibile una class action: si tratta dell’ azione collettiva avviata lo scorso anno dallo stesso Codacons contro la Voden medical instruments spa, ideatrice e distributrice del test “Ego test Flù”, sulla rilevazione della presenza dell’ influenza A e B, compresa quella suina e aviaria.Il dispositivo è stato emesso dall’ ottava sezione civile del tribunale di Milano e fa, per il Codacons, chiaro riferimento all’ articolo 140 bis, comma 2 lettera c del Codice del consumo, che tutela “i diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali”. Ora, sottolinea il Codacons, la Voden medical potrebbe essere condannata a risarcire gli acquirenti del test fai da te contro l’ influenza suina, “per aver messo in atto pratiche commerciali scorrette consistenti in una pubblicità del prodotto con enfatizzazione di qualità e caratteristiche che invece il prodotto non possedeva”, sfruttando anche il momento di forte preoccupazione dell’ opinione pubblica.”Tali pratiche – continua l’ associazione a tutela dei consumatori – hanno infatti convinto numerosi consumatori ad acquistare un tipo di prodotto sul quale lo stesso ministro della Salute Fazio, a suo tempo, dichiarò: I test a casa non servono a niente, l’ unica diagnosi affidabile è quella del medico”.Quando saranno note, oltre che il dispositivo, anche le motivazioni della pronuncia dei giudici milanesi, potrà partire a pieno regime la campagna di pubblicità dell’ azione collettiva per aggregare intorno alla pretesa di risarcimento il massimo degli interessi di classe. Anche perché il test venne venduto in parecchi centinaia di migliaia di pezzi al costo di 14,20 euro ciascuno.Toccherà poi ai medesimi giudici milanesi pronunciarsi oltre che sull’ ammissibilità dell’ azione collettiva, scoglio sul quale si erano peraltro infranti i tentativi precedenti, anche nel merito della richiesta di risarcimento avanzata dai consumatori in quella che potrebbe diventare la prima class action andata a sentenza nel nostro Paese. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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