4 Febbraio 2010

Ammanco in Comune Il Codacons chiede controlli a tappeto

ZOCCA. Prosegue la vicenda dell’ ammanco in Comune. Dopo l’ annuncio del Codacons di un altro caso oltre a quelli su cui aveva indagato la Procura, ora l’ associazione vuol chiedere all’ autorità giudiziaria controlli a tappeto in città e sulle concessioni date. L’ argomento è noto: nelle casse comunali non c’ è traccia dei circa 1,4 milioni di euro che avrebbero dovuto entrare dal 1999 al 2008 come oneri di urbanizzazione. L’ ex responsabile dell’ ufficio tecnico Sergio Leonelli ha patteggiato 5 anni per avere intascato i soldi che versavano i cittadini beneficiari di concessioni edilizie invece di versarli alla tesoreria comunale. «Dopo il nuovo caso scoperto qualche giorno fa – spiega Fabio Galli presidente del Codacons – stiamo cercando di vedere se si può sollecitare l’ autorità giudiziaria per fare un controllo a tappeto in città. Infatti, non escludiamo che di casi ce ne siano altri, ma magari i cittadini non si sono fatti avanti perchè, avendo terminato i lavori, non hanno interesse a fare emergere il problema». «Su tutta la vicenda, come già annunciato, in brevissimo tempo partirà un esposto alla Procura della Repubblica per aprire una seconda indagine su una vicenda che è ben lontana dall’ essere conclusa» aggiunge Galli. Le domande che i cittadini si pongono sono: «Ci sarà un’ altra inchiesta? A quanto ammonta il danno complessivo? Chi sono coloro che veramente sono implicati nell’ intera vicenda?». Intanto il Codacons organizza per il giorno 13 febbrario, alle ore 10, all’ hotel Jolì di Zocca una manifestazione pubblica di carattere nazionale. «Nel novembre scorso la giunta approvò una delibera che dava il via alla riscossione coatta del denaro che i cittadini avevano già versato a Leonelli – continua Galli – ora vogliamo sapere come mai non è stato fatto ancora nulla. Abbiamo intenzione di impugnare quegli atti e stiamo aspettando che il Comune faccia la prima mossa». Sono in molti a ricordare l’ inviato di "Striscia", Moreno Morello, che a novembre nella piazza del municipio parò della vicenda alla presenza di circa 300 persone, facendone così un caso nazionale. In quell’ occasione Morello definì il fatto "una vicenda paradossale".

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