3 Febbraio 2011

Ammanco: in 70 fanno causa al Comune

Rischiano di pagare due volte: ora sarà battaglia in tribunale 
 

 Sono 70 le persone che sottoscriveranno la causa patrocinata dal Codacons contro il Comune di Zocca per il famoso ammanco da 1,4 milioni, quello per cui è stato condannato a 5 anni con patteggiamento Sergio Leonelli, a capo dell’ufficio tecnico dal 1998 al 2008 (nonché fratello del sindaco Carlo), pur senza ancora nessuna restrizione alla sua libertà, come evidenziato ieri da Modena Qui.
«L’ultima persona si è aggiunta martedì – spiega Fabio Galli, vicepresidente regionale Codacons – e siamo arrivati a quota 70 per questa causa collettiva.
Gli avvocati hanno finito di esaminare le posizioni degli interessati e adesso siamo pronti per avviare la causa civile».
Il lavoro è stato lungo e complesso, perché i profili dei ricorrenti sono molto diversi, anche se tutti accomunati dalla stessa dinamica: il pagamento all’Ufficio tecnico, sotto la gestione di Sergio Leonelli, di oneri di urbanizzazione per il contestuale rilascio delle licenze edilizie che poi sono svaniti nel nulla e che adesso l’ente torna a chiedere.
Un secondo pagamento contro cui si fa fronte comune, pur con diverse sfumature: «Abbiamo dovuto ricostruire il profilo esatto dei singoli casi – spiega Galli – perché cambia molto a livello giuridico se, ad esempio, ad effettuare il pagamento è stato il titolare della licenza o un suo fiduciario.
Discorso che si ripropone con le modalità: contanti, assegni…
Ma adesso abbiamo tutti gli strumenti per fare valere i diritti di queste persone in sede giudiziaria: presentiamo gli atti e aspettiamo che sia fissata la prima udienza».
Il tutto per una vicenda che lascia ancora increduli: «Questa gente non è andata a pagare al bar: erano in Comune, al cospetto del responsabile dell’Ufficio tecnico.
Se non ci si può fidare delle istituzioni – osserva amaro Galli – di chi allora? Hanno impegnato i loro risparmi, con la massima fiducia in chi avevano di fronte, che contestualmente rilasciava attestazione di pagamento sulle rispettive licenze.
Cos’altro doveva fare un cittadino? E ora il Comune si presenta a battere cassa esigendo un’altra volta le stesse cifre, dell’ordine anche di 30-40mila euro.
Una beffa di cui adesso si risponderà in un’aula di tribunale».
 

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