Ammanchi in Comune, spuntano’ altri indagati
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fonte:
- Il Resto del Carlino
ZOCCA CI SONO altri indagati, nell’inchiesta della guardia di finanza su un ammanco milionario in Comune a Zocca, oltre all’ex capo dell’ufficio tecnico Sergio Leonelli e a un suo collaboratore. Il fratello dell’attuale sindaco e il dipendente comunale sono indagati per peculato e falso in atto pubblico. Ma in queste ore altre persone starebbero ricevendo l’avviso di garanzia dal sostituto procuratore Giuseppe Tibis. Potrebbe trattarsi di altri dipendenti comunali o di parenti dello stesso Leonelli sui conti correnti dei quali l’ex dirigente avrebbe versato i soldi sottratti alle casse del Comune. L’accusa ha contestato allo stesso Leonelli, per il quale potrebbe profilarsi un patteggiamento, altri reati minori. L’ex capo dell’ufficio tecnico, ora in pensione, dall’ottobre scorso è finito nel mirino della finanza per un ammanco di un milione e 400mila euro registrato nelle casse comunali tra il 1999 e il 2008. Per il magistrato, sarebbe stato Sergio Leonelli a distrarre il denaro. Secondo gli inquirenti, passavano infatti dall’ex responsabile dell’ufficio gli incassi comunali per gli oneri di urbanizzazione: denaro che risulta pagato dai cittadini ma che poi non sarebbe mai finito a bilancio per l’ente pubblico. A SEGNALARE l’anomalia nei conti era stato il primo cittadino di Zocca Carlo Leonelli, fratello di Sergio, che aveva fatto presente alla Procura le incongruenze di bilancio del Comune. Il sostituto procuratore Tibis, a gennaio, ha sequestrato 12mila euro al funzionario dopo che erano stati individuati versamenti sospetti su conti correnti dei suoi familiari. «Le indagini spiega la finanza hanno dimostrato che gran parte delle somme confluivano nei conti dell’indagato e dei suoi familiari». Per questo i militari del nucleo di polizia tributaria oggi sono riusciti a congelare gran parte della somma sparita dalle casse del Comune, mettendo le mani anche sull’automobile dell’ex dirigente. UN’INDAGINE fiscale ha inoltre permesso alle fiamme gialle di tassare le somme indebitamente percepite, contestare a Leonelli anche il reato di dichiarazione infedele dei redditi e contestare a un noto istituto bancario l’omessa segnalazione di operazioni sospette. Sarebbero numerosi, infatti, i movimenti di denaro sul conto corrente dell’ex capo dell’ufficio tecnico. Il Codacons, dopo che il caso era scoppiato, ha costituito un comitato (circa 80 gli iscritti) composto da tutti i cittadini che negli anni hanno pagato gli oneri di urbanizzazione. Soldi, però, mai confluiti nelle casse della tesoreria comunale. val. b.
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