11 Settembre 2017

Ammalarsi a causa del cellulare

Ha tenuto il telefono attaccato all’ orecchio per almeno tre ore al giorno, per 15 anni. E, per questo, Roberto Romeo, dipendente Telecom, 57 anni ed un tumore, benigno, che gli ha provocato la perdita parziale dell’ udi to, oggi ha una rendita vitalizia da malattia professionale. La sentenza è “storica”: è la prima volta che un tribunale, quello di Ivrea, riconosce in primo grado “la piena plausibilità d’ un nesso causale tra cancro e uso del cellulare. Nella comunità scientifica il parere del professor Paolo Crosignani, che ha fatto la perizia, non è però per niente condiviso. Se i giudici vanno oltre con le sentenze, gli studi scientifici non hanno infatti (ancora) provato niente: si basano su statistiche troppo giovani e non esaustive. Il più ampio studio sul tema è “In terphone”, pubblicato nel 2010 e condotto dall’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro: ha sottolineato un lieve aumento di casi di tumore maligno al cervello e benigno al nervo acustico tra gli utilizzatori assidui (più di mezz’ ora al giorno negli ultimi 10 anni) ma ha assolto il telefonino per mancanza di prove certe. Nel 2011 l’ Organizzazione mondiale della Sanità ha classificato i campi elettromagnetici indotti dei telefoni cellulari tra i “possibili cancerogeni”. Nello stesso gruppo, 2B, sono inserite le sostanze per cui non c’ è alcuna prova di pericolosità per l’ uomo alle concentrazioni comunemente presenti nell’ ambiente. Ci sono anche altri studi più pessimisti: quello dell’ oncologo svedese Lennart Hardell a cui ha fatto appello il perito del tribuna le di Ivrea ha riscontrato un leggero aumento dei casi di tumore al lobo temporale, dove s’ appoggia il telefonino. Di certo, il campo magnetico che si genera dipende dalla vicinanza all’ orecchio: è massimo durante le chiamate, a contatto con l’ orecchio, si riduce già a 5 cm. d’ un quinto a 15 cm., del 90% a 30 cm. La prima sentenza di casa nostra sul tema è del 2012: la Corte di Cassazione stabilì che Innocente marco lini, 60 anni di cui 12 passati al telefono per 5 ore al giorno, e un tumore benigno al trigemino sinistro, venisse versata una pensione d’ invalidità all’ 80%. Nel frattempo il Codacons sta studiando una class action perché l’ Inail inserisca tra le malattie professionali quelle causate dai cellulari e per ottenere avvertenze circa i rischi sulle confezioni di telefonini. Proprio come con le sigarette. Pino Ezio Beccaria.
gabriele soliani

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