4 Giugno 2016

Amianto sul tetto del Supercinema la Procura archivia l’ inchiesta

Amianto sul tetto del Supercinema la Procura archivia l’ inchiesta
trani,
i residenti non ci stanno e proporrano opposizione al provvedimento la
denuncia la denuncia risale al 2013 e segnalava situazioni di pericolo

• TRANI . La Procura della Repubblica di Trani ha chiesto l’ archiviazione del procedimento penale per la permanenza del tetto in amianto sull’ ex cinematografo. Ma i residenti della zona non ci stanno e proporranno opposizione contro la richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore, Alessandro Pesce, a seguito della denuncia del 2013. Diversi residenti della zona, nell’ esposto, chiedevano all’ autorità giudiziaria di valutare «la sussistenza di comportamenti di rilevanza penale, perpetrati attraverso la grave omissione, ripetuta e continuata, di atti dovuti nell’ interesse collettivo e/o sottovalutazione di denunciate situazioni di pericolo che configurano attentato alla salute e all’ incolumità pubblica». Tuttavia, secondo il decreto di vincolo della Soprintendenza, del 6 giugno 2012, «la presenza di una copertura di cemento amianto, sebbene oggetto di valutazione e previsione di nuove soluzioni per la salvaguardia della salute della popolazione locale, risulta essere un elemento legato alla storia delle tecniche costruttive, analogamente al reimpiego del materiale, che non sminuisce l’ importanza storico – artistica dell’ immobile, ma ne è parte integrante essendo presente sin dal momento dell’ originaria costruzione». Dal 25 novembre 2011 la proprietà del Supercinema, in riscontro ad un’ espressa richiesta comunale, aveva protocollato presso il Comune di Trani una relazione tecnica, redatta da soggetto specializzato e con annessi esami di laboratorio, da cui emergeva che lo stato dei luoghi non avrebbe costituito alcun pericolo per la salute, pur prevedendosi la necessità di monitorare con periodicità la situazione. Il 14 giugno 2012 fu protocollata una relazione integrativa (richiesta dall’ Ufficio tecnico), confermativa del fatto che non esisteva il rischio di inquinamento ambientale da amianto. A luglio 2012 il Comune di Trani emanava la prima ordinanza di bonifica, nella quale però non si faceva il minimo cenno alla relazione integrativa consegnata dalla proprietà sin dal mese precedente. Fu allora inviata al Comune, ad agosto 2012, una richiesta di riesame della vicenda, evidenziando l’ omissione e chiedendo che, prima di adottare qualsiasi provvedimento, si tenesse conto anche della detta relazione. E così il Comune, posta nel nulla la prima ordinanza, a luglio 2013 ha emesso la seconda, tenendo presenti tutte le certificazioni e relazioni prodotte dalla proprietà, ritenendo di disporre comunque la bonifica, «ma omettendo – a detta della proprietà – di considerare l’ ulteriore problematica della presenza del vincolo». Oggi, tuttavia, l’ avvocato Nicola Ulisse, del Codacons, estensore dell’ opposizione per conto di uno dei residenti già firmatari d el l ‘esposto, sostiene che «è in atto un’ allar mante situazione d’ inquinamento provocata dalla dispersione di polveri e fibre d’ amianto dalla copertura del tetto» e che questo «espone a grave e serio pericolo la salute pubblica». La richiesta, pertanto, è «di procedere alla messa in sicurezza e bonifica del sito, anche considerando il tempo trascorso dalla notifica dell’ ordinanza sindacale del 2013, e non comprendendo il perché dell’ inerzia da parte degli uffici preposti alla salvaguardia e tutela della salute pubblica».

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