23 Giugno 2013

Amianto, maxi-processo verso la sentenza

Amianto, maxi-processo verso la sentenza

Verrà pronunciata molto probabilmente mercoledì, ma è già stata definita una sentenza storica. E’ quella relativa al maxi-processo per le morti da amianto, in corso al Tribunale di Gorizia, le cui ultime due udienze, per le repliche dei pubblici ministeri, delle parti civili e della difesa, sono state fissate – appunto per martedì e mercoledì – dal giudice monocratico Matteo Trotta, che al termine si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza. Dopo tre anni – il processo è iniziato nell’ aprile 2010 – oltre 90 udienze, l’ escussione di più di 500 testimoni, le deposizioni di una ventina di consulenti tecnici (dell’ accusa e della difesa), arriva dunque a sentenza un procedimento che ha sviscerato 50 anni di lavoro nel cantiere di Panzano, e nel quale – per la morte di 85 lavoratori causata da mesotelioma alla pleura – i pubblici ministeri Valentina Bossi e Luigi Leghissa hanno chiesto la condanna per omicidio colposo di 13 persone, tra dirigenti ed ex amministratori dell’ ex Italcantieri, a un totale di 70 anni di reclusione. Nella lunga requisitoria, che ha riguardato alcune decine di imputati, gli stessi pm hanno invece chiesto l’ assoluzione per i legali rappresentanti delle ditte esterne e per gli ex responsabili della sicurezza. Un processo pilota, questo che si avvia alle ultime battute, il primo di tali dimensioni nella nostra regione e di notevole importanza perchè determinerà la portata del dramma dei lavoratori (e delle loro famiglie) che con l’ amianto hanno lavorato, inconsapevoli delle mortali conseguenze. Il maxi-processo ha chiaramente coinvolto l’ intera provincia, e non solo, viste le migliaia di lavoratori dell’ Isontino e del Friuli che nei decenni hanno lavorato nello stabilimento di Panzano. E’ per questo che si sono costituite parti civili le principali istituzioni – Regione, Provincia di Gorizia, Comune di Monfalcone – ma anche 55 gruppi di familiari di deceduti, enti e associazioni come l’ Inail, l’ Associazione esposti amianto, il Codacons e la Fiom-Cgil. L’ iter del processo è stato lungo e difficile. Iniziato quando la pubblica accusa era rappresentata da Annunziata Paglia, il procedimento aveva poi subìto una battuta d’ arresto. Su sollecitazione dell’ Associazione esposti amianto, la Procura di Trieste aveva avocato a sè e proseguito l’ inchiesta, passandola poi a Gorizia dove è stata conclusa dai pm Bossi e Leghissa, gli stessi che coprono il ruolo di pubblico ministero nel maxiprocesso. Quello che si sta per concludere è comunque solo il primo processo per le morti da amianto. Ce ne sarà infatti un altro, costituito dal secondo e dal terzo filone dell’ inchiesta della Procura di Gorizia. Agli inizi del mese il giudice per le udienze preliminari ha infatti disposto il rinvio a giudizio di 19 tra vertici dell’ ex Italcantieri e titolari delle ditte esterne, per una quarantina di decessi. Il processo è stato fissato per il 17 dicembre, ma sarà accorpato con quello già previsto il 5 novembre che vedrà i vertici del cantiere rispondere di omicidio colposo per la morte di trenta dipendenti, sempre per l’ assunzione delle micidiali fibre.

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