22 Maggio 2018

Amianto, la Cassazione conferma le accuse

TRIESTE Il tempo ha fatto il suo corso: due imputati ultranovantenni sono deceduti, per certi reati è scattata la prescrizione. Ma dalle motivazioni della sentenza della Cassazione, pubblicate ieri, risulta sostanzialmente confermato l’ impianto accusatorio sulla strage dell’ amianto allo stabilimento di Monfalcone di Italcantieri, ex controllata giuliana di Fincantieri, avvenuta fra il 1960 e il 1985: in tutto 87 casi, di cui 84 letali. Il verdetto si riferisce al cosiddetto processo uno, che fra il Tribunale di Gorizia e la Corte d’ Appello di Trieste aveva visto condanne per complessivi 56 anni e 6 mesi a carico di 13 dirigenti, sulla base di un’ imponente istruttoria (con l’ escussione di ben 273 testimoni) e della riunione di 11 procedimenti (a cui sono poi seguiti i filoni bis, ter e quater, ancora pendenti). Alla fine la responsabilità penale del primo fronte, almeno per una parte dei capi d’ imputazione, diventa così definitiva per 7 manager: Giorgio Tupini, Corrado Antonini, Mario Abbona, Roberto Schivi, Antonio Zappi, Cesare Casini, Italo Massenti. In estrema sintesi gli ermellini hanno sancito le omissioni dei vertici aziendali nell’ adottare le misure di sicurezza per contenere l’ esposizione all’ amianto, nel fornire i mezzi personali di protezione, nell’ informare i lavoratori e nel cercare materiali alternativi. Parti civili nel giudizio erano la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fiom Cgil, l’ Inail, il Codacons e l’ Associazione esposti amianto. A.Pe. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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