21 Ottobre 2010

“Amianto, il governo attivi il Fondo”

«Il Governo attivi il Fondo nazionale vittime dell’ amianto per dare una risposta anche alle famiglie dei morti udinesi». Così il deputato del Pd, Ivano Strizzolo (nella foto) , ieri, nell’ aula di Montecitorio dove è approdato il caso dei lavoratori delle Ferrovie dello Stato morti, presumibilmente, per aver inalato amianto nell’ officina di via Giulia. «In questi giorni, per iniziativa dei familiari di una vittima dell’ amianto, è emersa una nuova e grave situazione su cui la Procura di Udine ha aperto un’ indagine con riferimento al decesso di sette lavoratori» ha sottolineato il deputato prima di far notare che «non è ancora stato emesso il decreto attuativo per rendere operativo il Fondo nazionale vittime dell’ amianto». Fondo istituito e finanziato, con 30 milioni per i primi due anni e 23 milioni per il 2010, dal governo Prodi, ma rimasto inutilizzato perché, ribadisce Strizzolo, «Berlusconi non ha fatto nulla per sbloccare la situazione». Come Strizzolo anche il senatore Ferruccio Saro, nei giorni scorsi, ha presentato un’ interrogazione in Senato per sollecitare l’ utilizzo del Fondo nazionale vittime dell’ amianto. Ma anche per sollecitare l’ istituzione di un Osservatorio regionale. «Non serve» replica Strizzolo: «Gli Osservatori sono già stati istituiti quello che manca sono le risorse e le persone da dedicare alla prevenzione e al monitoraggio». Detto questo, Strizzolo ha riassunto il suo intervento in un’ interrogazione attraverso la quale chiede «quali iniziative i ministri competenti intendono assumere tempestivamente per l’ attivazione del Fondo nazionale vittime dell’ amianto e quali azioni, anche legislative, intendono porre in essere per un giusto riconoscimento morale ed economico per le famiglie delle persone colpite da malattie ascrivibili al contatto con l’ amianto». Stesso copione in Regione dove il consigliere Giorgio Venier Romano (Udc) ha presentato un’ interrogazione per sapere dall’ assessore, Vladimir Kosic, come intende risolvere il problema del riconoscimento dei benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’ amianto. «Molti di loro – fa notare Venier Romano – hanno presentato domanda di riconoscimento dei benefici previdenziali di cui alla legge 257/92 prima del giugno 2005 e non hanno ancora ottenuto la certificazione dei periodi di esposizione». Secondo il consigliere dell’ Udc, insomma, «gli ex esposti corrono il rischio di contrarre patologie asbesto correlate prima di aver ottenuto il riconoscimento dei periodi di esposizione». E ancora: «Questa situazione è inaccettabile perché lesiva dei diritti dei lavoratori e allo stesso tempo irriguardosa nei confronti di persone svantaggiate». E intanto il Codacons ricorda ai cittadini che negli sportelli di Udine dell’ associazione è possibile ricevere consulenze sul risarcimento del danno alla salute. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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