14 Marzo 2013

Amianto, chiesti indennizzi milionari

Amianto, chiesti indennizzi milionari

        

I quotidiani “Avvenire” e “Il Giornale”, i rispettivi ex direttori Dino Boffo e Mario Giordano, i giornalisti Paolo Lambruschi e Irene Giurovich e il neurologo Gian Luigi Gigli (neo-deputato “montiano”) sono stati assolti nel procedimento civile avviato dal medico anestesista Amato De Monte, che aveva chiesto un risarcimento danni pari a due milioni di euro per una presunta diffamazione a mezzo stampa nella vicenda di Eluana Englaro (foto). De Monte aveva attuato il protocollo di distacco dell’ alimentazione e idratazione di Eluana nella clinica “La Quiete” di Udine, stilato sulla base del decreto della Corte d’ Appello di Milano ed è presidente dell’ associazione “Per Eluana” che sostiene la libertà di cura. Il giudice civile, Maria Antonietta Chiriacò ha rigettato la richiesta, che era stata avanzata nell’ ottobre 2009. La causa faceva riferimento ad articoli pubblicati sui due quotidiani, in cui erano state pubblicate le dichiarazioni rese da Gigli. di Laura Borsani wMONFALCONE Ora si fanno i conti con i risarcimenti per le morti da amianto. Cifre a cinque e a sei zeri, fino ad arrivare ad oltre il milione di euro. Difficile, ma anche estremamente penoso monetizzare la perdita di un congiunto, e il “vulnus” che l’ amianto ha aperto nel territorio del monfalconese. Ma ciò che hanno espresso ieri i legali rappresentanti delle parti civili è stato un vero e proprio “grido di dolore” dando voce a chi purtroppo non può più assaporare la vita. Gli avvocati hanno ripercorso il dramma amianto vissuto “dal di dentro”, sulla pelle delle famiglie. Lo hanno fatto con grande rispetto per le vittime e per i loro congiunti, straziati da una sofferenza incolmabile, ma soprattutto che «si poteva e si doveva evitare». Nell’ aula del Tribunale di Gorizia, davanti al giudice Matteo Trotta, sono risuonati gli importi. Indicativi, a fronte di un calcolo decisamente complesso. Sono stati così richiesti 700mila euro di danni dall’ avvocato Mariarosa Platania, per la morte del monfalconese Paolo Benes, a soli 49 anni strappato irrimediabilmente dalla moglie Maria Luisa e dai figli Massimiliano, Sabina e Alessio. In 900mila euro ha quantificato i danni l’ avvocato Lucia Rupolo, di Padova, da distribuire equamente alla vedova Maria Pia e ai figli Daniela e Massimo, per la perdita di Duilio Jarc, falegname di bordo, addetto agli allestimenti delle cabine. Risarcimenti in solido nei confronti degli imputati li hanno richiesti anche i legali delle parti civili di Fiom-Cgil, Codacons, della Provincia, della Regione, dell’ Inail e dell’ Associazione esposti amianto di Monfalcone. Con la Regione Friuli Venezia Giulia, rappresentata dall’ avvocato Mauro Cossina, a richiedere l’ importo più elevato, oltre un milione di euro. L’ avvocato Rossella Genovese, in nome dei diritti e delle regole di sicurezza “ignorate”, rivendicate dal sindacato, ha proposto 250mila euro, mentre l’ associazione dei consumatori, rappresentata dall’ avvocato Giovanni Tarragoni, ha rimesso la quantificazione del danno complessivo al giudice e, in subordine, una provvisionale di 7mila euro a carico degli imputati, in virtù della lesione del diritto alla sicurezza e alla tutela della salute e dell’ ambiente. L’ avvocato Francesco Donolato ha richiesto, da parte sua, per conto della Provincia il risarcimento di oltre 100mila euro in relazione ad uno studio «reso necessario dalla situazione che stava emergendo e che colpiva una non trascurabile quota della popolazione della provincia», suggerendo altri 500mila euro, facendo riferimento alla decisione della Corte d’ Assise di Torino (caso Thissen), in virtù del danno di immagine per l’ ente provinciale, messo di fronte a una vera e propria «questione sociale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
       

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